De Hermaphroditorum Natura


















| Macro-category | Rare Books and Manuscripts |
| Subcategory | Medicine |
| Author | STEGLEHNER (Georg) |
| Place of printing | Bamberg & Leipzig |
| Publisher / Maker | Carl Friedrich Kunz |
| Year | 1817 |
Il primo referto clinico dell'insensibilità agli androgeni
tratto dal tavolo anatomico, nella sua unica edizione con due tavole ripiegate da Rupprecht
Steglehner, Georg. De Hermaphroditorum Natura. Tractatus anatomico-physiologico-pathologicus. Bambergae & Lipsiae [Bamberg & Leipzig], apud Carolum Fridericum Kunz [Carl Friedrich Kunz], 1817.
4to (235 × 192 mm), pelle marmorizzata coeva (basane marbrée), dorso liscio con decorazioni dorate, piatti inquadrati da un bordo dorato impresso a rotella, pp. VIII, 136. Testo stampato in latino in caratteri tondi e corsivi. Due tavole incise ripiegate di F. C. Bock da F. C. Rupprecht, raffiguranti gli organi genitali dei casi esaminati. La carta degli Errata Sensum Perturbantia, parte integrante dell'apparato testuale, è qui presente e completa.
Rara prima edizione del trattato latino di Steglehner sulla natura dell'ermafroditismo. Sebbene l'ermafroditismo fosse stato oggetto ricorrente di discussione erudita fin dal Cinquecento, l'opera deve il suo posto nella storia della medicina a una sola osservazione: il resoconto dell'autore di un soggetto ventitreenne di aspetto femminile che all'autopsia si rivelò dotato di due piccoli testicoli e privo di organi femminili interni, oggi ampiamente considerato la prima descrizione clinica della condizione successivamente denominata Sindrome da Insensibilità agli Androgeni. In quanto unica edizione, illustrata e pubblicata al culmine dell'interesse tedesco per i casi intersessuali, essa conserva in forma primaria un'osservazione che anticipa di oltre un secolo la comprensione endocrinologica della condizione.
Il trattato è organizzato in tre registri integrati, anatomico, fisiologico e patologico, e l'argomentazione procede attraverso questi in sequenza anziché trattare l'ermafroditismo come un unico fenomeno indifferenziato.
La parte anatomica stabilisce la morfologia degli organi genitali nei casi in esame, sostenuta dalle due tavole ripiegate disegnate da Rupprecht e incise da Bock, che assolvevano alla stessa funzione probatoria svolta dai calchi in cera e dai referti seriali nella più ampia cultura medica dell'epoca.
Le trattazioni fisiologica e patologica interpretano queste strutture in rapporto alla funzione e allo scostamento dal tipo sessuale atteso. Il passaggio decisivo registra un'autopsia: in un soggetto di aspetto esterno apparentemente femminile, di ventitré anni, l'autore riscontrò l'assenza degli organi riproduttivi femminili interni e la presenza di due piccoli testicoli. Questa dissociazione tra l'apparenza femminile esteriore e il tessuto testicolare nascosto è il tratto che le autorità successive riconobbero come la firma clinica della Sindrome da Insensibilità agli Androgeni, detta anche Sindrome da Femminilizzazione Testicolare.
Sul piano metodologico l'opera appartiene alla corrente empirica dell'anatomia di primo Ottocento, fondata sull'autopsia, in cui le conclusioni relative al sesso venivano tratte dal corpo dissezionato e dalla presenza o dalla morfologia delle gonadi anziché dal solo aspetto esteriore o dalla testimonianza del paziente. Il suo apparato testuale comprende la carta degli Errata Sensum Perturbantia, un dispositivo correttivo di importanza più che consueta in un testo tecnico latino, dove un singolo refuso poteva distorcere una descrizione anatomica.
Il trattato apparve in un momento in cui la medicina tedesca e il diritto prussiano erano congiuntamente preoccupati dal problema dei corpi intersessuali. In base al Diritto Generale degli Stati Prussiani del 1794, gli individui di sesso indeterminato potevano scegliere, al raggiungimento della maggiore età, se vivere come uomo o come donna, e sorse una categoria di “travelling medical specimens”, persone che concedevano il diritto di esaminare il proprio corpo dietro compenso e che portavano con sé, da un medico all'altro, cartelle di referti diagnostici. L'autore operò all'interno di questo ambiente: nell'anno stesso della pubblicazione esaminò un celebre soggetto intersessuale del suo tempo, identificato nella letteratura successiva con la figura nota variamente come Karl Dürrge e come Maria Dorothea Derrier, allora un caso da lui seguito a Bamberga, e ne riferì un utero cistico.
All'interno della propria disciplina l'opera insieme eredita e si allontana dalla tradizione. Il tema generale dell'ermafroditismo era stato ampiamente dibattuto tra il Cinquecento e il Settecento, e il valore del trattato risiede meno nel suo tema che in una particolare osservazione sfuggita ai quadri concettuali precedenti: un caso irriducibile alle più antiche categorie binarie o del “true hermaphrodite” allora in discussione. La diffusione di tale sapere dipendeva da una letteratura erudita latina che circolava attraverso gli stati tedeschi e oltre, e questi riscontri furono citati nelle compilazioni tardo-ottocentesche sulla malformazione umana e sull'ermafroditismo.
Le rassegne moderne sulla Sindrome da Insensibilità agli Androgeni fanno risalire la prima descrizione della forma completa al 1817, l'anno e la sostanza di questo referto autoptico, assegnando al libro un posto documentato all'origine di un'entità clinica non pienamente spiegata fino alla scoperta, nel Novecento, della disfunzione del recettore degli androgeni,
Georg Steglehner fu chirurgo presso il Penitenziario di Stato di Bamberga e professore presso la Scuola di Medicina della città, dove insegnò anche nella scuola municipale di ostetricia. Il frontespizio lo qualifica come Theatri Anatomici Bambergensis Prosector, prosettore del teatro anatomico di Bamberga, funzione coerente con il metodo incentrato sull'autopsia del presente trattato. Questa combinazione di incarichi penali, accademici e ostetrici lo collocava al crocevia istituzionale attraverso cui venivano abitualmente indirizzati i casi difficili di ambiguità sessuale, ed egli era regolarmente consultato in materia di ermafroditismo, avendo esaminato diversi individui intersessuali assai noti ai suoi tempi.
Tra la sua produzione a stampa, De Hermaphroditorum Natura resta l'opera per cui è principalmente ricordato, e si rivelò sufficientemente autorevole da essere citata per nome nelle successive monografie tedesche sull'ermafroditismo e sulla malformazione lungo tutto l'Ottocento. Nessun'altra opera di rilievo gli è attribuita. Questo libro costituisce insieme la sua principale dichiarazione dottrinale e il punto in cui la sua pratica clinica con soggetti intersessuali fu distillata in una letteratura medica duratura.
Condizioni: Le cerniere sono spezzate e la cuffia superiore è mancante. Il volume è per il resto completo, conservando entrambe le tavole incise ripiegate e la carta degli Errata Sensum Perturbantia.
Bibliografia: Androgen Insensitivity Syndrome, in Science Direct Topics, Pharmacology, Toxicology and Pharmaceutical Science, noting the 1817 first description of the complete form; A. Batista et al., Androgen insensitivity syndrome: a review, PMC10118986, 2018.



