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Medicine

Pezze salutari iberne esaltate o sia Cerotto Stomachico

VITALI, BUONAFEDE, called “l’Anonimo” · Brescia, Giacomo Turlino, 1730
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Pezze salutari iberne esaltate o sia Cerotto Stomachico
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MedicineBookRare Books and Manuscripts
Macro-categoryRare Books and Manuscripts
SubcategoryMedicine
AuthorVITALI, BUONAFEDE, called “l’Anonimo”
Place of printingBrescia
Publisher / MakerGiacomo Turlino
Year1730

l’apoteosi del medico-ciarlatano:

un foglio volante bresciano per il “Cerotto Stomachico”

di Buonafede Vitali, l’“Anonimo” che Carlo Goldoni

giudicò degno degli annali del suo secolo

apparentemente l’unico esemplare censito

Vitali, Buonafede, called “l’Anonimo”. Pezze salutari iberne esaltate o sia Cerotto Stomachico, segreto famigliare alli Cattolici Monarchi delle Spagne, come attesta il Prevorzio […]. Arcano veramente supremo, che fabbrica, e dispensa con Privilegio L’Anonimo, Dott. in Medicina, Filosofia, Chimica, ecc. In Brescia, Per Giacomo Turlino [con licenza de’ Superiori], s.d. [but ca. 1730].

Folio, un solo bifolio (mezzo foglio piegato una volta in due carte congiunte), (200 × 150 mm); pp. [4], non rilegato quale emesso, disposto come incipit-titolo (p. 1), apertura centrale (pp. 2–3) e colophon (p. 4); privo di segnature, cartulazione o paginazione, come si conviene al suo carattere monofascicolare e d’occasione. Stampato in caratteri tondi e corsivi, con la ‘s’ lunga (ſ) e le legature consuete della composizione tipografica italiana del primo Settecento. Il testo è racchiuso entro una cornice xilografica continua di fregi fogliati, la stessa fascia che ritorna come filetto sopra il colophon. L’incipit-titolo è composto in corpi digradanti, con grandi capitali di mostra per il titolo, corsivo per il motto latino e un’iniziale xilografica abitata ‘A’ (di “Assolutamente”). Colophon al piede di p. 4: “IN BRESCIA, Per Giacomo Turlino. Con Licenza de’ Superiori.”

Foglio volante medico settecentesco finora non censito, che reclamizza il “Cerotto Stomachico” del medico itinerante Buonafede Vitali, il celebre “Anonimo”. È un raro testimone materiale del genere, in larga parte scomparso, del foglio pubblicitario a stampa, effimeri emessi sulla pubblica piazza e di rado conservati. Nessun altro esemplare è stato finora rintracciato. Appartiene a un tempo alla storia della medicina, dell’effimero a stampa, dello spettacolo popolare e, per il tramite di Goldoni, delle lettere italiane.

Il foglio non è un trattato, ma un sostenuto esercizio di pubblicità terapeutica in prima persona, e la sua architettura retorica si dispiega in tre movimenti che occupano, rispettivamente, l’incipit-titolo, l’apertura centrale e la pagina finale.

Il primo è l’esordio laudativo dell’incipit-titolo, che comprende il titolo altisonante, il motto latino d’autorità, l’autopresentazione de “L’Anonimo, Dott. in Medicina, Filosofia, Chimica”, e la lode iperbolica della “preziosissima composizione”, proclamata il cerotto stomachico più specifico ed efficace fino ad allora concepito tra i rimedi esterni. Il secondo movimento, che occupa l’apertura interna, fornisce le istruzioni per l’uso: il cerotto va riscaldato sopra un foglio di carta e, rasato dapprima con il rasoio il ventre ove occorra levar con il rasojo li peli se vi sono (“to remove the hairs with a razor if any are present”), applicato e periodicamente rinnovato. Segue la lunga enumerazione delle virtù che costituisce la vera sostanza del genere, nella quale le indicazioni vantate sono deliberatamente universali: disturbi della digestione, languori, dolori, brividi, gonfiori e ostruzioni; vomito; dolori di capo, denti, occhi, schiena e osso sacro; ostruzioni della milza; distorsioni; i disturbi delle donne gravide; e le ernie. Una simile efficacia onnicomprensiva è il contrassegno del rimedio segreto dell’epoca.

Il terzo movimento è la perorazione della pagina finale. Qui il lettore è esortato a farne generosa provvista, e gli si raccomanda l’esclusiva non le comprar da altri che da me (“buy them from none but me”), professandosi l’autore unico possessore del vero segreto. Seguono l’assicurazione della durata e del basso costo, ciascuna a mezzo Paolo, e l’augurio conclusivo di perfetta sanità. Il tratto distintivo, nel metodo, non è la farmacologia, del tutto convenzionale, ma la calcolata costruzione della fiducia mediante l’autorità dotta, la retorica del segreto unico e le garanzie di efficacia e di prezzo.

Il foglio volante appartiene al mondo della medicina empirica del primo Settecento e alla vigorosa cultura della pubblica piazza, nella quale guaritori autorizzati e non autorizzati si contendevano il medesimo pubblico. Il cerotto stomachico è un rimedio topico che si inscrive nella lunga tradizione dei cerotti resinosi di cera, resina e pece, ben attestata nell’Italia settentrionale e ancora sopravvissuta nella terapeutica popolare bresciana, le pezze salutari di Vallecamonica alla resina di larice, una nomenclatura sulla quale il titolo sembra giocare consapevolmente.

All’interno della sua disciplina il foglio occupa il polo popolare e performativo della medicina, in deliberata opposizione ai “medici dotti” delle università. La sua strategia di legittimazione è rivelatrice. Il motto latino, “Familiare est Regi Hispaniarum, ejusque Proceribus, & ad concoctionem juvandam admodum necessarium”, è attribuito sul frontespizio a “il Prevorzio”, con ogni probabilità Joannes Praevotius (Jean Prévost, 1585–1631), autore della fortunatissima Medicina pauperum, l’economico vademecum farmacologico ristampato più volte lungo il Seicento e il Settecento, con Milano e Venezia tra i luoghi di edizione. Invocare un’autorità farmacologica riconosciuta, e dedicare il rimedio ai Cattolici Monarchi delle Spagne, significava conferire prestigio a una preparazione empirica di fronte alla medicina accademica.

Il suo significato durevole è documentario più che dottrinale. Proprio perché simili fogli erano stampati in piccole tirature, servivano da istruzioni per l’uso e venivano poi gettati, essi sopravvivono solo per caso, e il presente esemplare conserva in forma concreta una pratica che i trattati superstiti di Vitali si limitano a giustificare in teoria. È, inoltre, una reliquia tangibile di una figura entrata nella storia letteraria attraverso le Memorie di Goldoni, e oggi oggetto di rinnovata attenzione degli studiosi come caso paradigmatico nella storiografia della medicina, della ciarlataneria e della circolazione dei saperi.

Buonafede Vitali (1686 – 1745) fu medico, chirurgo e chimico di regolare formazione, divenuto una delle figure più singolari della medicina italiana del primo Settecento. Formatosi a Parma, con esperienze a Roma e, tra il 1710 e il 1713, a Londra, dove fu testimone della peste e abbracciò la teoria del contagio, viaggiò a lungo per le terre baltiche e la penisola iberica prima di tornare in Italia nel 1714 e di assumere il programmatico pseudonimo “l’Anonimo”, affermazione che la vera scienza è universale e impersonale. Si addottorò in chimica a Bologna nel 1719 e nel 1724 insegnò chimica e filosofia sperimentale a Palermo, dove elaborò i suoi “dodici Arcani”; fu poi protomedico a Verona e, poco prima della morte, fu chiamato a una cattedra a Halle dal Re di Prussia.

La sua deliberata salita sul palco del saltimbanco fu un atto di protesta contro la medicina dotta e di adesione alla medicina pratica del popolo, condotto con una compagnia completa di comici tratti dalla commedia dell’arte. Ne rimane memoria nel celebre ritratto lasciato da Carlo Goldoni, che lo conobbe a Milano verso il 1731–1732 e lo giudicò “a charlatan of a very rare species, whose memory perhaps deserves to be consigned to the annals of the century”, e “a better speaker than writer”.

Il suo corpus a stampa è per il resto di impronta dotta: il Breve trattato della peste (Londra, 1710); la Lettera […] in difesa della Professione del Salimbanco (1719; ristampata Milano, 1732), sua apologia del mestiere del saltimbanco; Le Terme del Masino (Milano, 1734) e Li bagni di Caldiero (Verona, 1746, postumo), entrambi balneologici; e la Lettera […] in materia di malattie contagiose (1743). Di contro a questi trattati, il presente foglio si pone come il polo complementare ed effimero della sua attività, lo strumento a stampa della piazza che i suoi libri furono scritti per difendere, ed è perciò, all’interno della sua opera, un documento di eccezionale valore illustrativo.

Condizioni: Completo, il singolo bifolio solido e pienamente leggibile. Brunitura lieve e uniforme della carta, con tenui fioriture sparse; naturale piega centrale del bifolio; qualche trasparenza dell’impressione. Lieve rifilatura marginale che non tocca la cornice xilografica né il testo. Un buon esemplare, funzionalmente integro, di un foglio fuggitivo la cui sopravvivenza, in qualunque stato, è di per sé notevole.

Bibliografia: M. Ferraro, Buonafede Vitali detto l’Anonimo. Ciarlataneria e medicina nell’Italia del primo Settecento, doctoral dissertation, 2012; G. Cosmacini, Ciarlataneria e medicina. Cure, maschere, ciarle, Milano: Raffaello Cortina, 1998; C. Goldoni, Mémoires de M. Goldoni, pour servir à l’histoire de sa vie, et à celle de son théâtre, Paris : Veuve Duchesne, 1787.

Censimento: Non in OPAC SBN (ICCU); non in OCLC/WorldCat; nessuna localizzazione istituzionale di questo foglio è stata rintracciata, ed esso pare sopravvivere unicamente nel presente esemplare.