Les Émotions chez les hypnotiques










| Macro-category | Rare Books and Manuscripts |
| Subcategory | Medicine |
| Author | LUYS, Jules Bernard |
| Place of printing | Paris |
| Publisher / Maker | Librairie Ém. Lefrançois |
| Year | 1888 |
seconda edizione, riveduta e ampliata
un esemplare non rifilato, a pieni margini
fotografare le emozioni dell'ipnosi:
gli esperimenti della Charité in ventotto stampe originali all'albumina
Luys, Jules Bernard. Les Émotions chez les hypnotiques étudiées à l’aide de substances médicamenteuses ou toxiques agissant à distance. Études de psychologie expérimentale. Avec vingt-huit photographies originales. Deuxième édition revue et augmentée. Paris: Librairie Ém. Lefrançois, 1888. (Bibliothèque des sciences psychiques, I.)
In-18° (182 × 125 mm), legatura novecentesca in mezza pelle marrone scuro con angoli e piatti in carta screziata color camoscio, dorso a cinque nervi con filetti dorati e fleurons impressi a secco, due tasselli bordeaux con titoli in oro, tagli grezzi e margini non rifilati, pp. 164, con sette carte non numerate di testo esplicativo a stampa e sette tavole inserite dopo p. 162. Occhietto di collana e frontespizio stampati in rosso e nero; il verso dell'occhietto annuncia trenta esemplari numerati su carta d'Olanda, e il presente esemplare appartiene alla tiratura ordinaria, su carta vélin. Stampato in carattere romano da A. Lanier et ses Fils, rue Séguier, con sottoscrizione tipografica al piede di p. 164. Fascicolazione: 1–4¹⁸ 5⁸ 6².
Ventotto stampe originali all'albumina di Georges Luys (70 × 46 mm ciascuna), montate quattro per tavola su sette supporti in cartoncino con didascalie a stampa, mostrano due giovani donne in stato d'ipnosi, Esther e Gabrielle, che reagiscono a sostanze presentate a distanza.
La seconda edizione, riveduta e ampliata, dello studio di Jules Luys sulle emozioni provocate nei soggetti ipnotizzati da farmaci e veleni sigillati in tubi di vetro e tenuti a distanza dal corpo. Con una prefazione datata 10 giugno 1888, tre mesi dopo che una commissione dell'Académie de médecine aveva respinto questi esperimenti, è la risposta pubblica dell'autore, e fonda la propria tesi su ventotto fotografie scattate dal figlio Georges.
Si tratta dell'unica edizione illustrata con vere stampe fotografiche: la prima, del 1887, impiegava le fotoglittie di Lemercier, la terza, del 1890, fotoincisioni.
Le sette tavole formano una sequenza fotografica continua, ciascuna preceduta da una carta di testo a stampa che indica la sostanza, il punto in cui il tubo fu presentato e la risposta osservata.
La tavola I si apre con Esther “à l’état normal”, un ritratto eseguito nel 1886, nello stesso periodo di tutte le figure che seguono, e poi la mostra sotto l'essenza di timo, colta di volta in volta da allucinazioni terrificanti e gioiose e da un prurito che la spinge a cercare una pulce immaginaria.
La tavola II registra il gonfiore tiroideo e lo sguardo fisso prodotti dal timo, la depressione attribuita al bromuro di potassio, la nausea dell'ipecacuana e il terrore del cloridrato di morfina.
La tavola III segue oltre la morfina, dalla beatitudine quando il tubo è tenuto davanti all'occhio sinistro al terrore davanti al destro, e poi nel sonno morfinico e in una letargia di ritorno.
La tavola IV riunisce il solfato di sparteina, il solfato di atropina, dieci grammi di cognac che producono un'ebbrezza progressiva, e l'acqua distillata, nella quale Luys lesse i sintomi dell'idrofobia.
La tavola V accosta lo stesso tubo di pepe alle due guance, provocando il riso da un lato e un vago malessere dall'altro, poi il finocchio, e la valeriana, sotto la quale Esther si crede in un cimitero e si inginocchia a grattare la terra.
La tavola VI torna alla stricnina e all'ipecacuana, con contratture e uno sguardo minaccioso.
La tavola VII introduce un secondo soggetto, Gabrielle, dapprima allo stato normale e poi sotto acqua e cognac, con la circonferenza del collo registrata in aumento da 33 a 41 centimetri prima che ella scivoli dalla sedia in completa prostrazione. In diverse immagini i soggetti portano cartellini numerati appuntati sul petto, e in otto si vede la mano dello sperimentatore che tiene il tubo al collo o al viso.
Il testo comprende una prefazione e otto capitoli. La Préface de la deuxième édition (pp. 5–12) risponde allo stupore, allo scetticismo e agli epigrammi che avevano accolto la prima edizione. Il capitolo I, Considérations générales (p. 13), fa risalire l'indagine agli esperimenti di Rochefort e riferisce che Luys aveva sperimentato circa ottantasette corpi in forma gassosa, liquida e solida, fotografando ogni reazione al suo manifestarsi. I capitoli II e III (pp. 22 e 51) espongono tecnica e metodo: la preparazione del soggetto, le fasi dell'ipnosi, i tubi sigillati e un protocollo in cui i tubi erano preparati e numerati da una terza persona e la chiave era custodita in una busta sigillata; inoltre richiamano i recenti lavori di Brown-Séquard sull'azione dei nervi sensitivi sul cervello. Il capitolo IV, Symptomatologie (p. 64), classifica le risposte somatiche ed emotive. Il capitolo VII, Déductions thérapeutiques (p. 108), propone applicazioni cliniche, sviluppa la nozione di un “dédoublement” delle attitudini emotive, per cui una sostanza produce allegria su un lato del corpo e tristezza sull'altro, e avverte lo sperimentatore del rischio di un “homicide par imprudence”. Il capitolo VIII, Récit des expériences (pp. 119–162), è un diario di laboratorio di quarantadue voci, una per ciascuna sostanza o agente, dalla stricnina, morfina, laudano, hashish, cloralio e assenzio all'aglio, cipolla cruda, foglie di rosa, acqua di Colonia, birra, fumo di tabacco, ossigeno e protossido d'azoto, per chiudere con semplice acqua e un tubo di vetro vuoto.
Due capitoli sono nuovi in questa edizione: il capitolo V (p. 98), sulla stimolazione delle “regioni emotive” mediante vetri di diversi colori, e il capitolo VI (p. 103), sulla trasmissione delle emozioni a distanza da un soggetto ipnotizzato a un altro, i cui sentimenti, si diceva, entravano all'unisono. Entrambi hanno lo stesso titolo di note lette da Luys alla Société de biologie il 16 e il 23 giugno 1888, e con essi il testo passa dalle 106 pagine del 1887 a 164. Le carte esplicative numerano le figure in numeri romani, i supporti in numeri arabi. L'edizione contiene un refuso a p. 129, dove per Gabrielle si rinvia a “pl. VIII, fig. 25” benché le tavole siano sette, e un errore di unità di misura nella spiegazione della fig. V, dove il collo è detto misurare “0,31 cent.” prima di gonfiarsi fino a 36.
Nel 1885 Henri Bourru e Prosper Burot, della scuola di medicina navale di Rochefort, riferirono all'Association française pour l’avancement des sciences, riunita a Grenoble, che sostanze medicinali potevano agire su soggetti isterici senza essere somministrate, semplicemente avvicinate al corpo. Luys riprese la tesi all'Hôpital de la Charité, l'antico ospedale parigino di rue des Saints-Pères dove allora dirigeva il suo reparto, e ne fece un programma. All'epoca la scuola della Salpêtrière, guidata da Charcot, considerava l'ipnosi uno stato patologico dell'isteria, mentre la scuola di Nancy, con Liébeault e Bernheim, la spiegava con la suggestione. Luys non si schierò né con l'una né con l'altra: cercava nell'ipnosi un mezzo per isolare i centri emotivi del cervello e per farli rispondere ad agenti fisici.
Il 30 agosto 1887 presentò i suoi risultati all'Académie de médecine. Fu nominata una commissione; Charcot rifiutò di farne parte, e gli esperimenti furono esaminati da Hérard, che la presiedeva, Bergeron, Brouardel, Gariel e Dujardin-Beaumetz come relatore. Per la prova una persona estranea alla commissione preparò sedici tubi numerati, dieci di soluzioni e sei di polveri avvolte in carta, ai quali fu aggiunto un tubo vuoto, e il loro contenuto fu registrato sotto sigillo, ignoto tanto allo sperimentatore quanto al soggetto. La relazione, letta il 6 marzo 1888, concluse all'unanimità che nessuno degli effetti osservati aveva alcun rapporto con la natura delle sostanze, poiché il tubo vuoto produceva reazioni forti quanto qualsiasi altro, e che né la terapeutica né la medicina legale dovevano tenerne conto. Luys obiettò subito e rispose formalmente il 7 agosto, sostenendo che la prova era stata condotta male e che le sue fotografie testimoniavano il contrario. La prefazione della presente edizione è datata 10 giugno 1888, fra la relazione e la risposta. Nel gennaio 1893 il chirurgo inglese Ernest Hart, direttore del British Medical Journal, dopo aver assistito alle dimostrazioni di Luys alla Charité, ripeté le prove sugli stessi soggetti nei propri locali, scambiando segretamente i tubi, e constatò che le reazioni seguivano l'aspettativa anziché la sostanza.
Le fotografie proseguono la linea aperta dal Mécanisme de la physionomie humaine di Duchenne de Boulogne (1862) e continuata alla Salpêtrière nell'Iconographie photographique di Bourneville e Regnard (1876–1880) e da Albert Londe, e prolungano l'uso che Luys stesso aveva fatto della fotografia nel suo atlante del cervello del 1873. Qui però l'apparecchio registra un'emozione che si diceva prodotta su richiesta, in sequenza numerata, anziché una lesione o un attacco spontaneo. Ciò che le immagini mostrano e ciò che le didascalie affermano non coincide: le fotografie registrano le reazioni dei soggetti, e le didascalie le attribuiscono a sostanze che le prove alla cieca dimostrarono irrilevanti.
L'edizione del 1888 è conservata presso il Getty Research Institute, nella Photography Incunabula Collection, dove è catalogata come illustrata con stampe all'albumina montate, presso la Graphic Arts Collection di Princeton e presso la Countway Library of Medicine di Harvard, nella Julio Mario Santo Domingo Collection sugli stati alterati di coscienza; la Bibliothèque nationale de France ne possiede due esemplari. Appartiene alla storia della fotografia quanto a quella della medicina e dell'ipnotismo.
Jules Bernard Luys (Parigi, 1828 – Divonne-les-Bains, 1897) divenne interne des hôpitaux nel 1853 e médecin des hôpitaux nel 1862, diresse dal 1864 il manicomio privato di Ivry e tenne un reparto alla Salpêtrière dal 1869, prima di passare alla Charité nel 1886; fu eletto all'Académie de médecine nel 1877. Le sue Recherches sur le système nerveux cérébro-spinal (1865) descrivono il nucleo subtalamico, denominato corpus Luysii da Forel nel 1877, e il nucleo centromediano del talamo. Con l'Iconographie photographique des centres nerveux (1873) fu tra i primi a illustrare l'anatomia del cervello con fotografie, e Le Cerveau et ses fonctions (1876) portò le sue idee a un vasto pubblico internazionale. Nel 1881 fondò con Benjamin Ball la rivista L’Encéphale. Dalla metà degli anni Ottanta il suo lavoro si volse all'isteria, all'ipnosi e all'azione a distanza di metalli, magneti e sostanze, e più tardi alla “couronne aimantée”, una corona di ferro magnetizzata con la quale sosteneva di poter immagazzinare e trasferire stati cerebrali, tema che approfondì con Gérard Encausse (Papus) nel 1891. Les Émotions chez les hypnotiques è il testo centrale di questa fase tarda, che si chiuse con l'ampliato Hypnotisme expérimental del 1890.
Le fotografie sono opera del figlio Georges Luys (nato nel 1870), che firmò le tavole “Georges Luys fit” quando era ancora adolescente. Divenne in seguito urologo all'ospedale Lariboisière di Parigi, ideò un separatore delle urine nel 1901 e scrisse trattati sulla cistoscopia e sul trattamento endoscopico della prostata.
Condizioni: un esemplare eccellente.
Bibliografia: A. Crabtree, Animal Magnetism, Early Hypnotism, and Psychical Research, 1766–1925: An Annotated Bibliography, White Plains: Kraus International Publications, 1988, no. 1178 (prima edizione, 1887); A. L. Caillet, Manuel bibliographique des sciences psychiques ou occultes, Paris: Lucien Dorbon, 1912, vol. II, no. 6891; Revue de l’hypnotisme et de la psychologie physiologique, vol. 3, Paris, 1888–1889, pp. 65–66, 85–86; M. Bonduelle e J. Cambier, Le corps de Luys, Bulletin de l’Académie nationale de médecine, vol. 187, no. 4, 2003, pp. 759–770; A. Parent, M. Parent e V. Leroux-Hugon, Jules Bernard Luys: A Singular Figure of 19th Century Neurology, Canadian Journal of Neurological Sciences, vol. 29, 2002, pp. 282–288; C. S. Alvarado, Jules Bernard Luys on Magnetic Pathology, History of Psychiatry, vol. 30, no. 3, 2019, pp. 359–374; D. Canguilhem, Luys, Jules-Bernard (1828–1897), in J. Hannavy (ed.), Encyclopedia of Nineteenth-Century Photography, New York: Routledge, 2008, p. 878; E. Hart, Hypnotism, Mesmerism and the New Witchcraft, London: Smith, Elder & Co., 1893.
Consultazione online: l'esemplare del Getty Research Institute dell'edizione del 1888, con la relativa scheda di catalogo, e un secondo esemplare della University of Michigan sono disponibili integralmente sull'Internet Archive, così come la prima edizione del 1887 (University of California) e la terza del 1890 (Countway Library of Medicine). L'edizione è registrata nel catalogo della Bibliothèque nationale de France, in SUDOC, in WorldCat (OCLC 23432347) e nei cataloghi online di Princeton e di Harvard. La bibliografia di Crabtree è accessibile online tramite l'Esalen Center for Theory and Research, il Manuel di Caillet tramite l'Internet Archive e l'articolo di Bonduelle e Cambier sul sito dell'Académie nationale de médecine. I volumi della Revue de l’hypnotisme per il 1887–1889 sono digitalizzati sull'Internet Archive.



