The Walls of Babylon: a Day-and-Night Optical View










| Macro-categoria | Giochi Antichi e Pre-cinema |
| Sottocategoria | Vue d'optique |
| Autore | PROBST, Georg Balthasar |
| Luogo di fabbricazione | Augsburg |
| Editore / Fabbricante | Georg Balthasar Probst |
| Anno | 1770 |
un fiume d’oro attorno alle mura
le Mura di Babilonia di Probst,
una veduta ottica di Augsburg preparata per volgere il giorno in notte
[Vue d’optique.] Probst, Georg Balthasar (1732-1801), editore. Babylonii muri, miraculum mundi primum. Les Murailles de Babylone, premiere miracle du Monde. Le Mura di Babilonia, il primo miracolo del Mondo. Die Babylonische Mauren, erste Wunderwerck der Welt. Augsburg: Georg Balthasar Probst, ca. 1770.
Acquaforte e bulino colorati a mano su carta, il foglio rifilato a filo della linea d’inquadratura dell’immagine (405 × 295 mm) e applicato su cartoncino spesso con strisce perimetrali. Le iscrizioni presenti negli esemplari a margini pieni sono cadute con la rifilatura: il titolo rovesciato e il numero di tavola sopra l’immagine, la didascalia in quattro lingue, l’indicazione della serie e l’indirizzo editoriale sotto di essa. Preparata al verso per la luce trasmessa: le tre cerchie di mura e l’obelisco sono profilati da file di piccoli tagli e forellini di spillo, il fiume e la statua sulla porta sono resi in modo da lasciar passare la luce, e file di tagli brevi e cruciformi dietro le finestre e lungo i parapetti sono velate al verso di rosso e di verde azzurro. Antico titolo manoscritto a inchiostro bruno al verso, “Les muraille des Babylone primiere [sic] miralle [sic] du monde”.
Clicca per esplorare l’effetto giorno/notte
Una veduta ottica colorata a mano delle Mura di Babilonia, prima tavola della serie augustana delle Meraviglie del Mondo di Georg Balthasar Probst, preparata in epoca antica come trasparente per il giorno e la notte. Con la luce frontale, la città riposa nel chiarore del giorno attorno al fiume, con le mura circolari che salgono in tre cerchie, i giardini pensili e la torre a spirale. Con la luce alle spalle, il fiume si muta in oro, le mura si cingono di punti di luce bianca e rossa, la statua sulla porta si accende e le finestre della città brillano di rosso, verde e bianco. La preparazione è giunta intatta e funziona ancora.
Al centro, dal fiume, si innalzano le mura di Babilonia: tre cinte circolari concentriche che salgono a gradoni, scolpite a rilievo con cacciatori e cavalieri, ornate di statue e di una porta e coronate da un padiglione a cupola; ai loro piedi sta una barca a remi. A destra una porta monumentale regge un alto obelisco su piedistallo, con una statua femminile tra leoni. Alle sue spalle si stendono un lungo palazzo e un’alta torre avvolta da una spirale e sormontata da una cupola rossa. A sinistra, oltre il fiume, i giardini pensili si elevano su due ordini di arcate coronate di alberi; un ponte su piloni porta viandanti e cavalli al di là dell’acqua, e un bastione rotondo, la città, una piramide lontana e una catena di monti chiudono la veduta.
In primo piano a sinistra un’alta torre quadrata si apre in una porta ad arco, dove si raccolgono soldati con scudi e un uomo conduce il cavallo di un cavaliere; una nave con la vela serrata e un gagliardetto rosso è ormeggiata alla banchina, e più in basso, sulla riva, giace disteso un coccodrillo dalle fauci spalancate. Al centro un uomo si appoggia a un blocco squadrato mentre un compagno con l’elmo indica le mura, e a destra due soldati con alabarda e scudo osservano la scena.
Come ogni vue d’optique, la stampa era concepita per essere guardata attraverso una lente, nello zograscopio da salotto o nella cassetta dell’imbonitore ambulante. Questo esemplare si presta anche alla visione notturna. Con la luce frontale mostra la città di giorno; quando si oscura il davanti e si pone una candela o una lucerna dietro il foglio, la scena si volge in notte. Il fiume si riempie di luce dorata, contro la quale navi, barche e ponte si stagliano come sagome scure. File di punti bianchi e rossi cingono le tre mura e disegnano l’obelisco, mentre la statua sulla porta risplende d’oro. Le arcate dei giardini, le finestre della torre, il palazzo e la città brillano di rosso, verde e bianco. Cielo, montagne e figure restano in ombra.
L’effetto era ottenuto al verso, dove il colore dietro le finestre e lungo i parapetti è steso direttamente sopra i tagli. Il titolo francese manoscritto sul retro permetteva all’operatore di riconoscere la veduta dal lato posteriore, dove il soggetto non è visibile, mentre preparava o cambiava lo spettacolo.
Le vedute ottiche furono stampate in gran numero e largamente vendute nella seconda metà del Settecento. Prodotte soprattutto a Londra, Parigi, Bassano e Augsburg, servivano da svago e da finestra su luoghi lontani: si godevano in casa con lo zograscopio e per le strade nel mondo nuovo dei mostratori girovaghi. Augsburg divenne uno dei maggiori centri del genere dalla metà degli anni Sessanta del Settecento, e i suoi editori si rivolgevano a una clientela europea.
Le vedute comuni venivano spesso trasformate in scene notturne. Forando, intagliando e foderando i fogli con seta colorata o carta traslucida, e alternando poi la luce frontale e quella posteriore, un solo foglio poteva mostrare la stessa scena di giorno e di notte. Una serie di sessantanove vedute, attribuita dalla biblioteca ad Augsburg e montata a rotolo nella seconda metà del Settecento, oggi alla Biblioteca Casanatense di Roma, è interamente preparata in questo modo per la visione notturna, e un mondo nuovo milanese del 1792 conservato alla Cinémathèque française custodisce ancora le sue quindici incisioni colorate a mano, in gran parte perforate, insieme agli sportelli che lasciavano entrare la luce davanti e dietro.
Quando la lastra fu incisa, delle mura di Babilonia non si sapeva nulla per conoscenza diretta del sito, e l’immagine non deve nulla al loro aspetto reale. La composizione richiama, in controparte, la settima tavola degli Octo mundi miracula di Philips Galle, incisa su disegno di Maarten van Heemskerck e pubblicata ad Anversa nel 1572, che mostra già la porta con l’obelisco e la statua sul piedistallo, la torre a spirale e il lungo palazzo, le tre cerchie di mura circolari che salgono dal fiume con le loro statue e la porta, i giardini pensili su arcate coronate di alberi, il ponte su piloni e i monti che chiudono la veduta. La lastra augustana tralascia la regina a cavallo che, nella tavola di Galle, colpisce un leone, e riserva il primo piano a uomini armati, a due figure presso un grande blocco di pietra e a una banchina dove è ormeggiata una nave.
Georg Balthasar Probst (1732-1801) apparteneva alla dinastia augustana di editori di stampe nata dall’impresa di Jeremias Wolff (1663-1724), proseguita dal genero Johann Balthasar Probst (1673-1750). Alla morte di Johann Balthasar, nel 1750, l’impresa passò a più successori, e Georg Balthasar ne ampliò via via la propria parte, pubblicando a suo nome con privilegio imperiale. Le sue vedute ottiche, numerate e con iscrizioni in più lingue, superano i 400 fogli; le ha catalogate S. von Kapff (2010).
Le Meraviglie del Mondo comprendono sette tavole numerate da 161 a 167: le Mura di Babilonia, il Colosso di Rodi, le Piramidi d’Egitto, il Mausoleo di Alicarnasso, il Tempio di Diana a Efeso, l’anfiteatro romano e il Faro di Alessandria, e ogni didascalia dichiara il posto della tavola nella sequenza. Gli esemplari con i margini iscritti, come quello della Bibliothèque nationale de France, recano sopra l’immagine il titolo rovesciato “LES MURAILLES DE BABYLONE” e il numero 161, e sotto la didascalia in latino, francese, italiano e tedesco, “Med. Fol°. N° 43” e l’indirizzo di Georg Balthasar Probst con il privilegio imperiale.
Condizioni: Rifilato a filo della linea d’inquadratura, senza le iscrizioni; due sottili pieghe verticali nel cielo; una piccola macchia bruna e qualche puntino di colore rosso nel cielo; bordi lievemente irregolari con piccole mancanze, margini rinforzati al verso. Colori freschi e brillanti; l’effetto notturno è pienamente funzionante.
Provenienza: Antico titolo manoscritto in francese al verso, che indica l’uso in ambiente francofono.
Censimento: Parigi, Bibliothèque nationale de France, Département des Estampes et de la photographie, LI-72 (9)-FOL, con i margini iscritti (gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b6949583r).
Bibliografia: S. von Kapff, Guckkastenbilder aus dem Augsburger Verlag von Georg Balthasar Probst (1732-1801): Gesamtkatalog, Weißenhorn: Konrad, 2010; P. Galle da M. van Heemskerck, Octo mundi miracula, Antwerp: Philips Galle, 1572, tav. 7 (New Hollstein Dutch, Galle, 484); C. A. Zotti Minici (a cura di), Il mondo nuovo: le meraviglie della visione dal ’700 alla nascita del cinema, Milan: Mazzotta, 1988; A. Milano (a cura di), Viaggio in Europa attraverso le vues d’optique, Milan: Mazzotta, 1990; R. Balzer, Peepshows: A Visual History, New York: Harry N. Abrams, 1998; R. Hyde, Paper Peepshows: The Jacqueline and Jonathan Gestetner Collection, Woodbridge: Antique Collectors’ Club, 2015.



