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Optical Devices

Polyorama Lorgnette, or Lorgnette Pittoresque, with Thirty Circular Optical Views

Anonymous · , 1850
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Polyorama Lorgnette, or Lorgnette Pittoresque, with Thirty Circular Optical Views
€ 8.500≈ US$ 9.650 · cambio del 28 settembre 2026
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Optical DevicesOptical DeviceAncient Games and Pre-cinema
Macro-categoryAncient Games and Pre-cinema
SubcategoryOptical Devices
AuthorAnonymous
Year1850

un teatro di luce portatile

rara «Polyorama Lorgnette» con avanzata ottica «Aplanatica»:

immagini trasformabili ottocentesche in formato intimo

Polyorama Lorgnette, o Lorgnette pittoresque. Francia (probabilmente Parigi), ca. 1850.

Strumento ottico portatile da visione manuale (lunghezza totale 170 mm, diametro massimo della campana 90 mm, diametro dell'obiettivo 40 mm), con corpo in metallo tornito laccato nero, dotato di montatura ottica in ottone e ghiera di messa a fuoco. La montatura in ottone reca la designazione incisa Extra Rapid Aplanat No. 2, indice della scelta deliberata di un obiettivo corretto, ad alta luminosità e di concezione ottica avanzata, tecnicamente sofisticato e relativamente non comune nei visori a immagine trasformabile di piccolo formato. Lo strumento incorpora un otturatore primario incernierato e un secondo schermo riflettente, annerito esternamente e dorato internamente, concepiti per regolare, deviare e modulare la luce con precisione al fine di produrre effetti visivi trasformabili controllati.

[unito a]

Trenta vedute ottiche circolari su cartoncino (diametro 80 mm), ciascuna dotata di linguetta d'inserimento. Le vedute sono colorate a mano e appositamente costruite per la trasformazione giorno/notte mediante contrasti calibrati di traslucenza e opacità. Sono organizzate in tre serie (diciannove vedute in totale) e undici tavole sciolte aggiuntive. Due serie complete sono conservate nei rispettivi contenitori originali, ciascuno con l'etichetta indice a stampa originale (sei vedute ciascuno). Una terza serie, non numerata, comprendente sette vedute, è documentata da un indice manoscritto originale.

Questa Polyorama Lorgnette rappresenta una forma di apparecchio a immagine trasformabile ottocentesco particolarmente rara e tecnicamente raffinata. Se il Polyorama Panoptique è di per sé una sopravvivenza non comune, la variante lorgnette è nettamente più rara, essendo stata prodotta in numero minore e più esposta alla dispersione a causa del suo uso portatile. Il presente esemplare è eccezionale non solo per la sopravvivenza dello strumento, ma anche per la sua associazione con un corpus ampio, coerente e ben conservato di trenta vedute trasformabili originali, comprendente due serie complete in scatola con indici a stampa e una terza serie completa documentata da un indice manoscritto.

L'apparecchio funziona secondo il principio delle trasparenze trasformabili, una raffinata tecnica ottica per cui una singola immagine è concepita per produrre due distinti stati visivi a seconda dell'illuminazione. Le vedute circolari, stampate e colorate a mano su carta, sono realizzate con aree di opacità e traslucenza calibrate con cura.

Ciascuna immagine viene inserita nella feritoia superiore dello strumento. Quando si apre il solo otturatore superiore e l'immagine è illuminata frontalmente, l'osservatore, guardando attraverso la lente oculare, percepisce la scena diurna, resa mediante la colorazione superficiale e i pigmenti opachi.

Veduta diurna

Quando l'otturatore superiore è chiuso e quello posteriore è aperto, la luce viene fatta passare da dietro l'immagine, attivando le aree trasparenti e semi-trasparenti della carta. Sotto questa illuminazione posteriore emergono elementi pittorici secondari, che trasformano la stessa veduta nel suo stato notturno o illuminato, con effetti quali finestre accese, chiaro di luna o illuminazione artificiale.

Veduta notturna

Questa alternanza controllata tra luce riflessa e luce trasmessa costituisce il fondamento della tradizione del polyorama e risulta qui decisamente potenziata dalla presenza di un obiettivo Extra Rapid Aplanat ad alte prestazioni, concepito per massimizzare luminosità e correzione ottica. Tali obiettivi sono poco comuni negli strumenti portatili a immagine trasformabile e svolgono un ruolo determinante nella nitidezza, nel contrasto e nell'efficacia della trasformazione. La compresenza di un'ottica superiore, di un corpus di immagini integro e leggibile e di elementi organizzativi originali colloca questo insieme tra gli esemplari superstiti più completi e tecnicamente compiuti della Polyorama Lorgnette.

L'obiettivo: concezione ottica, prestazioni e rarità

La designazione incisa Extra Rapid Aplanat riveste particolare importanza. Nella terminologia ottica ottocentesca, gli obiettivi aplanatici erano lenti corrette per l'aberrazione sferica, tali da garantire una nitidezza migliorata su tutto il campo visivo, in particolare verso la periferia. Tale correzione non era standard negli intrattenimenti ottici popolari e richiedeva sia vetro ottico di qualità superiore sia un elevato grado di precisione nella molatura e nel montaggio delle lenti.

Il qualificativo Rapid indica una configurazione della lente ottimizzata per la luminosità e per una trasmissione efficiente della luce. Questa caratteristica è determinante nei dispositivi a immagine trasformabile, nei quali la riuscita visiva dello stato notturno dipende dall'intensità, dall'uniformità e dal controllo della luce trasmessa o deviata. Un'ottica inferiore produce tipicamente effetti notturni smorzati, disomogenei o poco definiti, mentre un obiettivo aplanatico rapido consente contorni architettonici nitidi, dettagli leggibili e un'illuminazione convincente.

Poiché l'efficacia delle immagini giorno/notte dipende in modo fondamentale dalle prestazioni ottiche, la presenza di un obiettivo Extra Rapid Aplanat in una lorgnette compatta e portatile risulta pertanto degna di nota e relativamente rara. Tali obiettivi sono più comunemente documentati in strumenti ottici di maggiori dimensioni e di maggior pregio, e la loro sopravvivenza intatta nei visori di piccolo formato rappresenta una circostanza eccezionale.

Le vedute: corpus, organizzazione e iconografia

Lo strumento è corredato da un corpus insolitamente coerente di trenta vedute circolari trasformabili originali, conservate in una configurazione che riflette chiaramente la loro originaria distribuzione commerciale e organizzazione funzionale.

Due serie complete sono custodite nei rispettivi contenitori originali, ciascuno con la propria etichetta indice a stampa, circostanza rara per oggetti ottici di questo tipo.

La prima serie, dedicata a Parigi, presenta immagini emblematiche della modernità istituzionale, urbana e infrastrutturale, tra cui la Chambre des Députés, Rue de Rivoli, Place de la Concorde, e una suggestiva rappresentazione del Chemin de fer, accostate a vedute del Vieux Paris, quali chiostri e architetture ecclesiastiche. Nel loro insieme, queste immagini articolano un contrasto deliberato tra continuità storica e trasformazione contemporanea, tema centrale della cultura visiva di metà Ottocento.

La seconda serie in scatola amplia l'orizzonte geografico e tematico, offrendo un panorama internazionale che unisce paesaggio alpino (Mont Blanc), monumenti europei di rilievo (Fort St Ange, Palais Impérial de Saint-Pétersbourg), interni architettonici moderni (Jardin d'Hiver, Parigi) e scene marittime o di svago (Rade de Navarin, Promenade sur l'eau). Questa selezione riflette le ambizioni cosmopolite degli intrattenimenti ottici, che condensano viaggio, spettacolo e istruzione in un formato visivo domestico e portatile.

Una terza serie completa, conservata al di fuori del proprio contenitore originale, è documentata da un indice manoscritto originale, che ne conferma l'integrità come insieme strutturato. La sua iconografia è prevalentemente architettonica, con una spiccata predilezione per edifici religiosi, interni monumentali e vedute urbane storiche, tratte in gran parte da contesti dell'Europa centrale e particolarmente adatte agli effetti di trasformazione notturna.

Completa l'insieme un piccolo gruppo di vedute sciolte, stilisticamente e tecnicamente coerenti con le serie organizzate.

La Polyorama Lorgnette appartiene al momento culminante di una lunga tradizione europea di mediazione ottica, radicata nei peepshow settecenteschi e nelle Vues D'Optique, ed evolutasi attraverso forme sempre più complesse di immagini trasparenti e trasformabili. Lungi dall'essere intrattenimenti marginali, tali dispositivi occupavano una posizione centrale nella cultura visiva ottocentesca, rispondendo al fascino dell'epoca per la luce, la temporalità, la modernità urbana e il progresso tecnologico.

L'immagine trasformabile, alternando gli stati diurno e notturno, incarna uno spostamento concettuale dalla rappresentazione statica verso un'esperienza temporale simulata. In questo senso, tali immagini anticipano i media visivi successivi, introducendo la percezione sequenziale e la variazione visiva controllata all'interno di un unico manufatto.

All'interno di questa tradizione, il Polyorama Panoptique rappresenta la scala architettonica e immersiva dell'immagine trasformabile, mentre la Polyorama Lorgnette traduce gli stessi principi in un formato intimo e portatile. Questa riduzione di scala non ha comportato una semplificazione tecnica. Al contrario, il funzionamento efficace della lorgnette dipendeva in misura ancora più critica dalla precisione ottica e dalla luminosità, da cui l'adozione di obiettivi avanzati come l'Extra Rapid Aplanat.

Visualizzatore interattivo che simula il passaggio tra illuminazione frontale e retroilluminazione, così come originariamente sperimentato attraverso la lorgnette

Veduta diurna Veduta notturna

Veduta diurna Veduta notturna

Veduta diurna Veduta notturna

Veduta diurna Veduta notturna

Come per la maggior parte degli strumenti ottici di questa categoria, la paternità è collettiva piuttosto che letteraria e va intesa nel quadro della manifattura ottica parigina di metà Ottocento. Pierre Henri Amand Lefort, che brevettò un Polyorama Panoptique nel 1849, è generalmente considerato una figura chiave nella formalizzazione degli apparecchi a immagine trasformabile. Il suo brevetto rappresenta uno dei primi tentativi di stabilizzare, sia tecnicamente sia concettualmente, i principi dell'immagine trasformabile giorno/notte all'interno di un dispositivo di visione dedicato. L'opera di Lefort è spesso associata al passaggio dalle precedenti tradizioni del peepshow, poco standardizzate, a strumenti più sofisticati e appositamente concepiti, capaci di effetti ottici controllati.

Gli ottici parigini, in particolare Lemaire, svolsero un ruolo centrale nella realizzazione pratica, nel perfezionamento e nella diffusione commerciale di tali dispositivi. Il nome Lemaire ricorre frequentemente nei registri commerciali ottocenteschi e negli studi bibliografici successivi come uno dei principali laboratori parigini impegnati nella produzione di strumenti ottici che coniugavano ambizione scientifica e richiamo popolare. Gli strumenti attribuiti a Lemaire, o ad essa associati, sono regolarmente caratterizzati da un'esecuzione ottica accurata e dall'adozione di sistemi di lenti avanzati, a testimonianza della posizione della ditta all'incrocio tra precisione artigianale e scienza ottica emergente.

Sebbene per la presente lorgnette non sia possibile stabilire un'attribuzione diretta a un costruttore nominato, la sua esecuzione tecnica, la configurazione ottica e la concezione complessiva si allineano strettamente a questo ambiente parigino, plasmato dai contributi concettuali di Lefort e da laboratori come quello di Lemaire, che tradussero idee brevettate in oggetti tangibili per un pubblico colto e sempre più avvezzo all'immagine.

Condizioni: la lorgnette presenta segni d'uso coerenti con un impiego ottocentesco, tra cui abrasioni superficiali alla lacca nera e ossidazione delle componenti in ottone. L'ottica è in eccellenti condizioni, senza difetti riscontrati. La montatura ottica e le iscrizioni incise restano nitide e pienamente leggibili. L'otturatore incernierato e lo schermo riflettente mostrano l'usura attesa ma conservano piena integrità strutturale.

Le vedute conservano una colorazione a mano intensa ed effetti di trasformazione ben leggibili. Sono presenti lievi segni d'usura ai bordi delle linguette d'inserimento e leggere abrasioni superficiali. Nel complesso, lo stato di conservazione è notevolmente buono per un oggetto di questo tipo, complessità e uso previsto.

Bibliografia: R. Balzer, Optical Amusements: Magic Lanterns and Other Transforming Images, Balzer, 1987; G. Füsslin, Der Guckkasten: Einblick, Durchblick, Ausblick, Füsslin Verlag, 1995; B. Verwiebe, Vom Guckkasten zum Transparentbild, in Der Guckkasten, Füsslin Verlag, 1995; B. Verwiebe, Faltperspektiven: Die Illusion in der Tasche, in Der Guckkasten, Füsslin Verlag, 1995; G. Füsslin, Die Guckkastenblätter, in Der Guckkasten, Füsslin Verlag, 1995.

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Dal nostro blog:How to Make Night Fall in Your Hand