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The History of Little Fanny, Exemplified in a Series of Figures

Anonymous · London, S. and J. Fuller, 1810
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The History of Little Fanny, Exemplified in a Series of Figures
€ 2.200≈ US$ 2.500 · cambio del 28 settembre 2026
Disponibile
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Movable & Pop-up BooksBookRare Books and Manuscripts
Macro-categoryRare Books and Manuscripts
SubcategoryMovable & Pop-up Books
AuthorAnonymous
Place of printingLondon
Publisher / MakerS. and J. Fuller
Year1810

«Little Fanny», opera fondativa del libro con bambola di carta,

qui completa in ogni sua parte e che conserva, caso quasi unico,

ogni figura, la testina e i quattro cappelli, l’astuccio a stampa

e, quasi mai visto, il suo nastro di seta originale

[Anonymous]. The History of Little Fanny, exemplified in a series of figures. The Fourth Edition. London: Printed for S. and J. Fuller, at the Temple of Fancy, Rathbone Place [printed by D. N. Shury, Berwick Street, Soho], 1810.

Piccolo formato (130 × 105 mm), qui sopravvissuto completo e tale quale fu emesso, comprendente un libretto tipografico, una singola testina mobile, sette figure in costume a figura intera, quattro cappelli separati e l’astuccio originale in carta a stampa, pp. [1] 2–15 [16], sguardie libere originali anteriore e posteriore; il tutto è cucito con punti passanti attraverso il margine interno e conservato nella brossura originale a stampa grigio-verde, entro una cornice tipografica decorativa di filetti e fregi. Il titolo è ripetuto sul piatto superiore della brossura e sul frontespizio (carta 1 recto); la sottoscrizione tipografica, “D. N. Shury, Berwick-street, Soho,” compare al verso del frontespizio e nel colophon a piè di p. 15 (“FINIS”). Il testo è composto in un piccolo carattere tondo, i sette episodi intestati da “No. 1” a “No. 7.”

L’apparato mobile è eseguito all’acquatinta, rifinito a mano ad acquerello e gouache. Comprende una singola testa con busto dell’eroina, munita sotto il collo di una linguetta a cuneo; sette figure in costume a figura intera, ciascuna montata su un basamento illustrato (pavimenti piastrellati, muretti, parquet) e provvista al verso di una tasca di carta destinata ad accogliere la testina; e quattro cappelli separati. Con il procedere del racconto la testina intercambiabile passa da una figura all’altra, sicché una sola bambola può essere via via rivestita di nuovi costumi. Il piatto inferiore della brossura e le due facce dell’astuccio recano annunci tipografici per il volume gemello dei Fuller, The History and Adventures of Little Henry, per l’Essay on Flower Painting di Edward Pretty (“in Four Numbers, at 7s. 6d. each”) e per i “fancy articles” venduti al Temple of Fancy.

Fatto del tutto eccezionale, sopravvive il nastro di chiusura in seta originale, infilato e annodato attraverso la fenditura al dorso della brossura, elemento quasi mai conservato negli esemplari noti e che distingue materialmente il presente esemplare.

Quarta edizione, datata 1810, di The History of Little Fanny di S. and J. Fuller, prima bambola di carta prodotta commercialmente e opera fondativa del “paper-doll book” mobile. Racconto morale in versi, è concepito per essere messo in scena non meno che letto: una testina ritagliata intercambiabile viene vestita con sette costumi successivi colorati a mano, che seguono la caduta dell’eroina dalla vanità alla mendicità e la sua redenzione attraverso l’operosità. Gli esemplari completi, che conservano tutte le figure, la testina, i quattro cappelli, l’astuccio a stampa e, eccezionalmente, il nastro di seta originale, sono della più grande rarità.

L’opera è concepita come un insieme integrato più che come un libro convenzionale: il racconto si sviluppa in sette episodi numerati in versi, ciascuno abbinato a una delle sette figure in costume, sicché lettura e vestizione procedono di pari passo. Nel No. 1 Fanny appare in veste bianca con fascia rosa, una bambola tra le braccia, immagine stessa della vanità viziata; nel No. 2, in cappotto, manicotto e cuffia, disobbedisce e si smarrisce; nel No. 3, in mantello rosso e con il cappello in mano, è ridotta a mendicare. La sua graduale redenzione è poi raffigurata attraverso il lavoro onesto, come fattorina che porta sul capo un cesto di pesce (No. 4), come venditrice di latte e uova (No. 5) e come portatrice di burro mandata senza saperlo alla porta stessa di sua madre (No. 6), finché nel No. 7 è restituita alla condizione di un tempo, “modestly dressed... with a book in her hand” (FINIS).

Il contenuto didattico è del tutto convenzionale, la vanità punita e l’obbedienza premiata, e l’originalità della produzione non sta nella morale ma nel mezzo: la fusione di testo, immagine colorata a mano e gioco tattile in un unico oggetto portatile, venduto già assemblato nel suo astuccio a stampa.

Pubblicato nel 1810, Little Fanny inaugurò una categoria interamente nuova di pubblicazioni per l’infanzia. A S. and J. Fuller è universalmente attribuita la prima bambola di carta commerciale e, con essa, il libro con bambola di carta, di cui Little Fanny fu il primissimo titolo; il volume gemello per i ragazzi, The History and Adventures of Little Henry, seguì nello stesso anno. Il solo antecedente formale significativo si trova nelle arlecchinate mobili, o libri “turn-up”, di Robert Sayer (c. 1765–70), ma il dispositivo della testina intercambiabile inserita in costumi provvisti di tasca fu invenzione propria dei Fuller.

La produzione appartiene pienamente alla cultura Regency del commercio del “fancy”: il Temple of Fancy di Rathbone Place forniva materiali da disegno, manuali d’istruzione, stampe colorate a mano e svaghi raffinati a una borghesia prospera e desiderosa di elevarsi. Al prezzo di 5s. 6d. in versione colorata, Little Fanny era un giocattolo costoso, rivolto allo stesso raffinato mercato domestico delle novità ottiche, dei teatrini giocattolo e dei peepshow di carta dell’epoca. La serie dei Fuller contò una decina di titoli, tra cui Phoebe, the Cottage Maid ed Ellen, or the Naughty Girl Reclaimed (entrambi 1811), e più tardi Frederick, or the Effects of Disobedience (1816), ma non pare essersi protratta molto oltre il 1812, indizio di un mercato ristretto e costoso. La forma fu nondimeno prontamente imitata e tradotta in tutta Europa e negli Stati Uniti, e la moderna bambola di carta discende direttamente da questo prototipo del 1810.

I versi sono anonimi e il loro autore non è mai stato identificato con certezza; Samuel e Joseph Fuller erano venditori di stampe ed editori londinesi che tenevano il Temple of Fancy in Rathbone Place, celebre emporio di “fancy articles,” colori per artisti, manuali di disegno e stampe colorate a mano. Con Little Fanny e Little Henry inventarono di fatto il libro con bambola di carta e dominarono il genere per tutta la sua breve voga, pubblicando tra il 1810 e il 1812 una serie organica di racconti mobili di edificazione morale per l’infanzia.

Il libretto fu stampato da Daniel Nathan Shury, di Berwick Street, Soho, tipografo londinese attivo nei primi decenni dell’Ottocento. Il suo nome ha una particolare risonanza per lo storico della medicina, poiché fu tra gli stampatori degli scritti di Edward Jenner sulla vaccinazione (1801). Le figure all’acquatinta colorate a mano furono prodotte separatamente dal testo tipografico e assemblate con esso, secondo la consuetudine dell’editoria illustrata di lusso per l’infanzia, prima di essere emesse insieme entro l’astuccio a stampa.

Condizioni: Il presente esemplare è completo di tutti i suoi elementi: il libretto tipografico, la singola testina intercambiabile, le sette figure in costume, i quattro cappelli e l’astuccio originale a stampa. Il suo tratto più significativo, quanto a conservazione, è la sopravvivenza del nastro di chiusura in seta originale, ora sbiadito in un grigio verdastro, ancora infilato e annodato attraverso la fenditura al dorso della brossura; quasi mai presente, incide concretamente sul rango dell’esemplare.

Il testo a stampa mostra soltanto una lieve brunitura del tempo e sparsi segni di maneggio, mentre le figure colorate a mano restano fresche, dal colore originale brillante. Sono conservate le sguardie libere originali, anteriore e posteriore; quella posteriore reca tenui annotazioni a matita di mano antica, in apparenza sigle di magazzino e di prezzo del commercio librario più che segni di possesso personale. La brossura a stampa e l’astuccio presentano lo sfregamento, il lieve sporco e l’usura ai margini che ci si attende da una sopravvivenza tanto fragile, ma l’insieme è solido e ben conservato e, completo com’è di astuccio e nastro originale, di una qualità raramente incontrata.

Bibliografia: Gumuchian, Les Livres de l’Enfance du XVe au XIXe siècle, Paris: [1930], no. 2010 (recording a defective copy); The Osborne Collection of Early Children’s Books 1566–1910: A Catalogue, Toronto: 1975 (the printed Fuller edition not represented, a manuscript version only).