Compendio del trattato de'generi e de'modi della musica
















| Macro-category | Rare Books and Manuscripts |
| Subcategory | Music |
| Author | DONI, GIOVANNI BATTISTA |
| Place of printing | Roma |
| Publisher / Maker | Andrea Fei |
| Year | 1635 |
Rarissima prima edizione
del celebre caposaldo della teoria musicale di Doni
L'innovazione della "Lyra Barberina"
Un solo esemplare passato in asta negli ultimi 50 anni
Doni, Giovanni Battista. Compendio del trattato de'generi e de'modi della musica. Di Gio. Battista Doni. Con un discorso sopra la perfettione de' concenti. Et un saggio a due voci di mutationi di genere, e di tuono in tre maniere d'intauolatura: e d' vn principio di madrigale de principe, ridotto nella medesima intauolatura. All'eminentiss. e reuerendiss. sig. il sig. cardinal Barberino. In Roma : per Andrea Fei, 1635.
4to (20 x 15 cm), legatura in mezza pergamena, piatti ricoperti di carta colorata a mano, pp. [40], 171, [1], segnatura †⁴ a-d⁴ A-V⁴ X⁶ (carta b1 erroneamente numerata c1), fregi e testatine xilografici, al frontespizio lo stemma del cardinale Francesco Barberini, testo in latino e greco.
Alla carta Q3v: Aggiunta con descrizione e rappresentazione in spartito dei cinque Modi o Tuoni generali denominati Dorio, Frigio, Lidio, Iastio, Eolio; alla carta V1r: Il principio d'un madrigale del Principe.
5 tavole ripiegate con notazioni musicali
Nel suo Compendio Doni è il primo a teorizzare l'introduzione di elementi dell'antico sistema tonale nella pratica musicale contemporanea e la necessità di tornare al sistema tonale greco, un'antica teoria musicale caratterizzata dall'impiego dei tetracordi (segmenti di scala di quattro note), da vari modi che prendono nome da regioni greche come il dorico, il frigio e il lidio, e dal concetto di specie d'ottava, che descrive le diverse disposizioni di toni e semitoni all'interno di un'ottava.
Le sue teorie riprendevano i temi che Vincenzo Galilei aveva espresso nel suo Dialogo della musica antica e moderna. Egli confrontò i moderni con gli antichi, concludendo che, a parte pochissimi esempi (Monteverdi in particolare), non esistono vere composizioni cromatiche. Di grande rilievo, in queste opere, è la netta distinzione che l'autore pone tra il genere madrigalistico e lo stile recitativo, sulla scia della riforma della Camerata Fiorentina.
Doni riconobbe i progressi compiuti dai suoi predecessori, come Mei (1573) e Salinas (1577), nella comprensione del sistema tonale greco, pur dissentendo da alcune delle loro interpretazioni. Fu critico verso altri, come Glareanus, che accusò di aver falsamente rivendicato la rinascita dei modi greci senza un autentico confronto con le antiche fonti musicali greche. Doni liquidò inoltre come errati e inutili i tentativi di Nicola Vicentino di far rivivere gli antichi generi cromatico ed enarmonico.
Un aspetto significativo dell'opera di Doni fu la sua interpretazione dei tonoi e delle specie d'ottava, fondata su una lettura ravvicinata dei trattati greci originali. La sua analisi ha fornito una base per la nostra comprensione contemporanea di questi concetti.
Doni distinse tra tonos e modo, attingendo alle riflessioni di Tolomeo sulla modulazione del tonos rispetto alla melodia. Evidenziò come la modulazione di tonos comporti l'alterazione dell'altezza della voce lungo l'intera melodia, mantenendo adeguati gli intervalli, anziché la modifica di una sola parte della melodia.
Doni attribuì inoltre a Tolomeo il merito di aver stabilito le distanze tra i tonoi, descrivendo gli intervalli specifici che separano i vari tonoi, come il dorico, il frigio, il lidio e il missolidio.
Questa comprensione delle relazioni tra i diversi tonoi fu cruciale nello studio storico e nell'interpretazione della teoria musicale dell'antica Grecia.
Una delle innovazioni significative di Doni fu la sua modifica della lira, strumento che ribattezzò Lyra Barberina in onore del suo protettore, il cardinale Francesco Barberini.
Questo strumento era concepito per far rivivere l'antica lira greca, riflesso della passione di Doni per il legame tra le tradizioni musicali del passato e del presente.
Nell'Appendice si trova il madrigale di Pedro de Heredia Passa la vita, su testo di papa Urbano VIII
Una delle xilografie del libro mostra una tastiera di violino con lo schema per l'antico modo dorico. Altre xilografie illustrano le tonalità greche e le progressioni musicali cromatiche.
Struttura del libro:
Dediche, preamboli, indici, avvertimenti, tavole - Eminentiss. e revendiss. signore e padron colendissimo - Al discreto lettore - Ad librum - Tavola de' capitoli - Avvertimento à chi legge - Tavola delle cose più notabili del compendio - Tavola delle cose più notabili del discorso - Tavola delle cose notabili dell'aggiunta, 38 pp. (7,3 Mb.)
Capitolo I - Quanto mal'intesa sia hoggi la materia de' Generi, e de' Modi, 7 pp.
Capitolo II - Quanto sia grande la diversità tra i Modi antichi, & i moderni, 5 pp.
Capitolo III - Altre differenze tra i Modi antichi, & i nostri, 6 pp. (
Capitolo IV - Che per la restaurazione de' Generi, & de' Modi gl'instrumenti d'Archetto sono più a proposito de gl'altri: e dell'origine dell'Organo, 4 pp.
Capitolo V - Con quali mezzi i Generi, e Modi si possino anch'hoggi praticare, 7 pp.
Capitolo VI - Come nelle Viole suddette si debbono segnare le voci, & intavolarle, 5 pp.
Capitolo VII - Della vera differenza de' Tuoni, e Modi; e dell'intavolatura, e connessione loro, con le giuste distanze, 12 pp.
Capitolo VIII - Quanto sia commoda, & utile la predetta Divisione, 6 pp.
Capitolo IX - Altre considerazioni intorno le dette Viole, 4 pp.
Capitolo X - Della divisione de gl'Organi, & altri instrumenti di tasti per l'uso de' Generi, e de' Tuoni, 9 pp.
Capitolo XI - Della divisione Harmonica de gl'Instrumenti di tasti, 9 pp.
Capitolo XII - Dell'uso, & utilità di questa Divisione, 5 pp.
Capitolo XIII - Del modo di accordare l'Organo perfetto, 7 pp.
Capitolo XIV - Catalogo delle Consonanze di ciascuna voce de' tre Sistemi, 5 pp.
Capitolo XV - Sommario de' Capi più principali, che si contengono nell'Opera intera, 15 pp.
Discorso sopra la perfettione delle melodie - Nel quale si scoprono, e conferiscono insieme le Perfettioni, & Imperfettioni de' due più generali stili della Musica: mostrandosi come in molte cose si potrebbero migliorare, e rimettere in uso le Rapsodie, cioè Recitationi col Canto de' Poemi Heroici, 31 pp.
Aggiunta - Si vuol verificare il Proverbio Greco..., 47 pp.
Giovan Battista Doni (1593 – 1647) fu un influente musicologo, compositore e teorico italiano, i cui contributi incisero in modo significativo sullo sviluppo della musica e sulla sua comprensione storica.
I contributi più notevoli di Doni alla musica sono le sue opere di storia e teoria musicale. I suoi due lavori maggiori, Compendio del trattato de' generi e de' modi della musica (1635) e Trattato della musica scenica (1640), si impongono come testi monumentali nella storia della musicologia. In queste opere Doni esaminò con meticolosità i sistemi modali della musica dell'antica Grecia, tracciando paralleli e contrasti con la musica del suo tempo. Sottolineò l'importanza di comprendere i contesti storici e gli sfondi culturali nello studio della musica, un approccio pionieristico per la sua epoca.
Contribuì allo sviluppo dell'opera e alla comprensione della musica drammatica; le sue intuizioni sulla messa in scena, sull'orchestrazione e sul ruolo della musica nel dramma influenzarono in modo significativo il nascente genere operistico.
I suoi scritti e le sue idee esercitarono un'ampia influenza, incidendo sul lavoro dei teorici musicali contemporanei e successivi.
Condizioni: forellini di tarlo restaurati nelle ultime 40 carte, che talvolta toccano poche lettere, alcuni segni d'uso e lievi gore d'acqua lungo il testo.
Bibliografia: C. V. Palisca, Giovanni Battista Doni’s Interpretation of the Greek Modal System, The Journal of Musicology, 1997; Gregory, p. 76; Gamba 1912; Damschroder & Williams, p. 74.



