Cantus ecclesiasticus Officij Maioris Hebdomadae











| Macro-category | Rare Books and Manuscripts |
| Subcategory | Music |
| Author | Guidetti, Giovanni Domenico |
| Place of printing | Roma |
| Publisher / Maker | Alexander Gardanus & Franciscus Coattinus |
| Year | 1587 |
Rarissima prima edizione, tiratura preliminare
di Giovanni Guidetti, Liturgia della Settimana Santa:
l'introduzione della polifonia nelle liturgie tipicamente monodiche
nessun esemplare sul mercato, nessun esemplare in asta negli ultimi 60 anni
Guidetti, Giovanni Domenico. Cantus ecclesiasticus Officij Maioris Hebdomadae iuxta ritum Capellae Sanctissimi Domini nostri Papae ac Basilicae Vaticanae collectus, & emendatus, a Ioanne Guidetto Bononiensi ... nunc primum in lucem editus. Romae: ex typographia Iacobi Tornerij, 1587 [al frontespizio]; Romae: excudebant Alexander Gardanus, & Franciscus Coattinus socij, 1587 [al colophon].
In folio (32 x 22 cm), legatura ottocentesca in mezzo vitello con piatti in carta marrone colorata a mano, pp. [8], 147, [1], musica in notazione gregoriana stampata in rosso e nero lungo il testo, stemma di Tornieri al frontespizio e al colophon, frontespizio entro cornice xilografica con immagini tratte dai Vangeli, stampato in rosso e nero, segnatura: a⁴ A-M⁶ N².
3 incisioni a piena pagina, l'Ultima Cena, la Crocifissione e la Resurrezione dell'incisore e disegnatore olandese Cornelius Cort; stemma di papa Sisto V al recto e ritratto di Guidetti al verso del frontespizio.
Terza opera di Guidetti, dedicata a papa Sisto V, la Liturgia della Settimana Santa si inserisce nella corrente musicale cinquecentesca che teorizzava l'introduzione della polifonia nelle liturgie tipicamente monodiche, sviluppate su un'unica linea melodica cantata da una sola voce o eseguita da un solo strumento.
L'opera è caratterizzata dalla presenza di quattro Benedictus in Falsobordone, una struttura musicale composta di due sezioni, ciascuna contenente una recitazione su un unico accordo seguita da una cadenza, a quattro-sei voci e a doppio coro, almeno uno dei quali è riconosciuto come opera di Giovanni Pierluigi da Palestrina.
Il presente esemplare, probabilmente di tiratura preliminare, presenta il cartiglio vuoto sotto l'immagine dell'Ultima Cena, mentre l'esemplare regolare reca il testo: Ecce Panis angelorum/Factus cibus viatorum/Vere panis filiorum/Non mittendus canibus.
Alcuni esemplari del libro presentano un frontespizio simile ma privo dello stemma papale
Giovanni Guidetti nacque a Bologna il 1° gennaio 1531. Dopo la consacrazione sacerdotale si trasferì a Roma, dove divenne allievo di Giovanni Pierluigi da Palestrina. Nel 1575 fu nominato cappellano della cappella pontificia; il 27 novembre di quell'anno Gregorio XIII lo nominò beneficiatus perpetuus di San Pietro.
Tra il 1575 e il 1581 collaborò con Palestrina e Zoilo alla revisione del graduale e dell'antifonario romano, per riportare gli antichi codici all'integrità originaria, eliminando le sovrastrutture melodiche introdotte arbitrariamente dai cantori nel corso degli anni.
Nel 1582 pubblicò a Roma, presso R. Granjon, il Directorium chori ad usum sacrosanctae basilicae Vaticanae, et aliarum cathedralium, sulla direzione del coro e sul modo in cui i vari canti dovevano essere condotti secondo l'uso della Cappella Papale.
Il Directorium può essere considerato il manuale più autorevole del suo genere dopo il Concilio di Trento e si rifà alle tradizioni in uso nel passato. La semplificazione ritmica e lo snellimento dei canti ne fecero un'opera di consultazione indispensabile per i cantori, giustificando così il privilegio ottenuto da Guidetti, nel 1582, di stampare i libri corali in piccolo formato.
Per diversi anni Guidetti lavorò a un'edizione completa della liturgia della Passione, tratta dai quattro evangelisti. L'opera, Cantus ecclesiasticus Passionis Domini Nostri Iesu Christisecundum Mattheum, Marcum, Lucam et Ioannem, dedicata a Guglielmo di Wittelsbach, duca di Baviera, fu pubblicata a Roma nel 1586. La terza opera di Guidetti, qui presentata, dedicata a Sisto V, è il Cantus ecclesiasticus Officij Maioris Hebdomadae, pubblicato a Roma da A. Gardano nel 1587. Infine completò la sistemazione del canto dei prefazi, pubblicata con il titolo Praefationes in cantu firmo, iuxta ritum S. Romanae Ecclesiae, Roma, G. Tornieri, 1588).
Guidetti va considerato un vero innovatore per aver cercato di fornire una notazione ritmicamente differenziata, capace di rappresentare le diverse durate delle note, di cui definì l'esatta esecuzione, senza dover ricorrere a un numero eccessivo di figure.
Condizioni: lievi segni d'uso nel testo, piccoli fori di tarlo nel margine bianco inferiore dal fascicolo H alla fine, che non intaccano mai il testo; nel complesso, un buon esemplare.
Provenienza: annotazioni manoscritte coeve di integrazione e correzione del testo e della notazione musicale.
Bibliografia: C. Lozzi, Giovanni Guidetti e le sue opere musicali, La Bibliofilía, Vol. 10, No. 2/3 (Maggio-Giugno 1908), pp. 87-97 (11 pages)
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