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Medicine

Chirurgia e Graeco in Latinum conversa

GUIDI, Guido (Vidus Vidius) · Paris, Pierre Gaultier, 1544
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Chirurgia e Graeco in Latinum conversa
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MedicineBookRare Books and Manuscripts
Macro-categoryRare Books and Manuscripts
SubcategoryMedicine
AuthorGUIDI, Guido (Vidus Vidius)
Place of printingParis
Publisher / MakerPierre Gaultier
Year1544

prima edizione

dai codici chirurgici bizantini alla cultura della stampa rinascimentale:

la rinascita della chirurgia antica

«the finest textbook of surgery to be printed in the sixteenth century»

Guidi, Guido (Vidus Vidius). Chirurgia è Graeco in Latinum conversa, Vido Vidio Florentino interprete, cum nonnullis eiusdem Vidii commentariis. Paris, Pierre Gaultier, 1544.

In-folio (355 × 241 mm), piena legatura italiana in vitello con impressioni a secco firmata “Giuseppe Ferrari BC. Modena”, pp. [36], 533 [1]. Titolo stampato in grandi capitali romane, con una silografia delle armi reali di Francia racchiuse entro il collare dell’Ordine di Saint-Michel al frontespizio. L’edizione è nota anche con un frontespizio diverso, recante la marca tipografica di Pierre Gaultier; le due versioni sono generalmente interpretate come stati varianti della medesima edizione del 1544. Il testo è stampato in carattere romano, con passi in greco, ed è ornato di iniziali decorate. Segnatura: aa⁸ bb¹⁰; a–z⁸ A–I⁸ K–L⁶. Il volume contiene 210 illustrazioni silografiche, tra cui circa 30 immagini a piena pagina raffiguranti strumenti chirurgici, apparecchi ortopedici, dispositivi di trazione, procedure mediche e tecniche di bendaggio.

Quest’opera costituisce la prima edizione della traduzione latina e del commento di Guido Guidi a una raccolta di testi chirurgici greci fondamentali per la tradizione medica classica. Rappresenta uno dei primi sforzi rinascimentali di restituire il corpus della medicina operatoria antica al mondo erudito latino. Il volume riunisce scritti chirurgici attribuiti principalmente a Ippocrate, Galeno e Oribasio, conservati nella tradizione manoscritta bizantina e resi accessibili ai medici occidentali grazie alla traduzione e al commento di Guidi. Un tratto distintivo del libro è il suo ampio programma illustrativo. Le silografie offrono spiegazioni visive dettagliate di tecniche chirurgiche, strumenti e dispositivi meccanici. Unendo l’erudizione filologica all’istruzione chirurgica pratica e alla dimostrazione visiva, la Chirurgia divenne uno dei libri di chirurgia più influenti del Cinquecento e contribuì in modo significativo alla rinascita del sapere chirurgico classico nella medicina europea della prima età moderna.

L’organizzazione interna dell’opera segue la sequenza indicata nell’Index auctorum & operum, stampato tra le carte preliminari. Questo indice identifica le principali autorità greche tradotte e commentate nel volume e funge da guida alla struttura del corpus chirurgico riunito da Guidi.

Il libro si apre con un gruppo di trattati chirurgici attribuiti a Ippocrate:

De ulceribus

De fistulis

De vulneribus capitis

Questi testi trattano la cura di ferite, ulcere, fistole e lesioni del capo e costituiscono una parte essenziale della tradizione chirurgica ippocratica.

Al materiale ippocratico seguono due trattati maggiori dedicati alle fratture e alle lesioni articolari:

De fracturis

De articulis

Entrambi i testi sono accompagnati da commenti dettagliati di Galeno, tre sul primo e quattro sul secondo. In questi commenti Galeno analizza le cause delle fratture e delle lussazioni e spiega i principi meccanici impiegati per trattarle.

Un altro testo ippocratico, il De officina medici, conclude questa sezione. Descrive l’organizzazione dell’officina medica e tratta gli strumenti e le procedure necessari alla pratica chirurgica.

Il volume incorpora inoltre opere di scrittori medici greci più tardi:

Il De fasciis di Galeno, dedicato alla teoria e alla pratica del bendaggio chirurgico

Il De laqueis e il De machinamentis di Oribasio, che descrivono i dispositivi meccanici impiegati nel trattamento di fratture e lussazioni

Le illustrazioni svolgono un ruolo centrale nella spiegazione di questi testi. Tra le immagini più notevoli figurano quelle che accompagnano i capitoli del De machinamentis. Raffigurano elaborate macchine di trazione in cui il paziente è sospeso entro un’intelaiatura di legno mentre gli assistenti applicano una tensione controllata mediante corde e carrucole per riallineare le ossa o correggere le deformità della colonna vertebrale. Altre illustrazioni accompagnano il De fasciis di Galeno, mostrando teste e arti avvolti con diversi tipi di bende e dimostrando la corretta direzione e tensione di ciascuna tecnica di fasciatura. Queste figure costituiscono una delle più antiche guide visive al bendaggio chirurgico. Ulteriori tavole illustrano le procedure per ridurre le articolazioni lussate e correggere le curvature della colonna, mostrando spesso assistenti che applicano trazione al corpo del paziente. Attraverso queste immagini l’opera trasforma l’antica tradizione testuale della chirurgia in un manuale visivo pratico.

“One year after the publication of Vesalius’s book on anatomy, Guido Guidi (1500–1569), an Italian physician practicing in Paris, made an outstanding contribution to the literature of surgery… “ (Lefanu).

“One the most beautiful science book of the Renaiccence with woodcut illustrations [that] have never been equalled in this field” (Norman).

La Chirurgia va compresa entro il più ampio movimento rinascimentale dedicato al recupero dei testi greci originali della scienza e della medicina antiche. Dalla fine del Quattrocento in avanti, eruditi umanisti e medici ricercarono attivamente i manoscritti greci sopravvissuti soprattutto attraverso la trasmissione bizantina. Tra le figure coinvolte in questo movimento erudito vi fu Janus Lascaris, la cui attività fu determinante nel portare i testi greci in Italia e nel renderli accessibili agli studiosi occidentali.

I materiali testuali e visivi impiegati da Guidi derivano in ultima analisi da un manoscritto chirurgico greco illustrato del X secolo, tradizionalmente associato al medico bizantino Nicetas. Oggi conservato presso la Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, questo manoscritto rappresenta il più antico codice chirurgico illustrato pervenutoci. Le sue immagini e le sue descrizioni tecniche trasmettono una tradizione chirurgica che risale in ultima istanza alla pratica medica ellenistica e che si rivelò fondamentale per il recupero rinascimentale delle tecniche operatorie antiche.

L’opera di Guidi rappresenta dunque più di una traduzione. Si inserisce in un più ampio sforzo intellettuale volto a recuperare il sapere medico antico attraverso lo studio filologico delle fonti greche. L’edizione parigina del 1544 segna il culmine di un lungo processo di trasmissione che lega la medicina greca classica, la cultura manoscritta bizantina e l’erudizione umanistica rinascimentale.

L’ambiente culturale della corte francese svolse un ruolo decisivo nella produzione dell’opera. Francesco I incoraggiò attivamente l’arrivo di eruditi, artisti e medici italiani per promuovere la cultura umanistica in Francia. Guidi servì il re come medico e fu nominato professore di medicina presso il neonato Collège Royal, poi Collège de France, dove erudizione, produzione artistica e indagine scientifica si svilupparono in un contesto di mecenatismo reale.

La pubblicazione della Chirurgia si inscrive nella più ampia trasformazione della medicina nel corso del Cinquecento. Mentre il De humani corporis fabrica di Vesalius (1543) faceva progredire il sapere anatomico attraverso l’osservazione diretta, l’opera di Guidi riportava in vita le tecniche operatorie conservate nelle fonti greche classiche e le presentava in forma sistematica e visivamente intelligibile. Il libro contribuì così in modo significativo al rinnovamento della pratica chirurgica fondata sull’autorità della letteratura medica antica.

Le illustrazioni della Chirurgia sono generalmente associate all’ambiente artistico della Scuola di Fontainebleau, fiorita alla corte di Francesco I. Gli studiosi più antichi attribuirono i disegni all’artista italiano Francesco Primaticcio, mentre le ricerche più recenti suggeriscono che furono probabilmente prodotti nella cerchia di Francesco Salviati, il cui stile influenzò molti artisti attivi alla corte francese.

A prescindere dalla loro precisa attribuzione, i disegni nacquero in un ambiente artistico raffinato e furono in seguito tradotti in silografie per l’edizione a stampa. La loro chiarezza e precisione tecnica li rese estremamente influenti. Ambroise Paré riutilizzò diverse di queste immagini nei propri scritti chirurgici, e modelli visivi comparabili comparvero nelle illustrazioni chirurgiche associate a Charles Estienne. Questa diffusione successiva conferma l’autorità e l’importanza del programma visivo creato per l’opera di Guidi.

Guido Guidi (1509–1569), noto in latino come Vidus Vidius, fu un medico fiorentino e umanista medico del Cinquecento. Invitato in Francia da Francesco I, servì come medico reale e divenne professore di medicina presso il neonato Collège Royal (poi Collège de France). Durante gli anni parigini preparò la traduzione latina di un manoscritto chirurgico greco illustrato che costituì la base della Chirurgia, l’opera su cui principalmente poggia la sua fama. Tornato in Italia proseguì la carriera accademica e fu nominato professore di filosofia e medicina all’Università di Pisa. Guidi diede inoltre contributi alla ricerca anatomica, descrivendo strutture in seguito note come nervo vidiano, canale vidiano e arteria vidiana, elementi del sistema neurovascolare del canale pterigoideo nell’osso sfenoide. Sebbene solo un piccolo numero delle sue opere sia stato stampato durante la sua vita, la Chirurgia resta la principale espressione della sua attività erudita e gli assicurò un posto nella storia della chirurgia rinascimentale.

Condizioni: Antico restauro al margine destro di poche carte iniziali. Lievi segni d’uso e qualche alone d’acqua lungo il testo. Le carte illustrate appaiono in genere pulite e ben conservate. Complessivamente, un buon esemplare di una prima edizione rara e importante.

Provenienza: 1. Iscrizione manoscritta di dono al frontespizio Ex dono eccellentissimo domini Chirugico Josephi de Creoneis Burani facto meo Filio Caesaris de Nigris anno 1721 sub Die 28 mensis Aprilis (“Given by the most excellent Mr. Giuseppe de Creoni, surgeon, at Burano, to my son Cesare de Nigris, on 28 April 1731.”. 2. Timbro ex libris a secco al frontespizio.

Bibliografia: W. R. Lefanu, Notable Medical Books from the Lilly Library Indiana University, Bloomington: Indiana University Press, 1976, pp. 30–31; J. M. Norman, The Haskell F. Norman Library of Science & Medicine, San Francisco: Jeremy Norman & Co., Inc., 1991, vol. I, p. 346, no. 954; Christie’s, The Haskell F. Norman Library of Science and Medicine. Part I: The Middle Ages and the Renaissance, New York: Christie’s, 18 March 1998, p. 148, no. 143; Heirs of Hippocrates, no. 263; Wellcome, A Catalogue of Printed Books in the Wellcome Historical Medical Library, London: Wellcome Institute for the History of Medicine, 1962–2006, vol. I, no. 6596; L. Choulant, History and Bibliography of Anatomic Illustration, New York: Hafner, 1945, pp. 211–212; B. Dibner, Heralds of Science, Norwalk: Burndy Library, 1955, no. 118; R. J. Durling, A Catalogue of Sixteenth Century Printed Books in the National Library of Medicine, Bethesda: National Library of Medicine, 1967, p. 267, no. 2204; H. Cushing, Bio-Bibliography of Andreas Vesalius, New York: Schuman, 1943, no. G445; W. Osler, Bibliotheca Osleriana, Oxford: Clarendon Press, 1929, no. 155; R. B. Mortimer, French Sixteenth Century Books, Cambridge: Harvard College Library, 1964, no. 542.