Viennese Pattern Deck












| Macro-category | Playing Cards and Tarot |
| Subcategory | Historical Playing Cards |
| Author | Anonymous |
| Year | 1930 |
Mazzo austriaco dei primi del Novecento:
il "Later Vienna Pattern E"
Carte da gioco. Vienna Later Pattern Type E. Vienna, Union, 1930.
Mazzo completo (100 x 64 mm), composto da 32 carte da gioco cromolitografate, ripartite in quattro semi di 8 carte ciascuno, costituiti da Asso, Regina e Re, oltre alle carte numerali dal 7 al 10 per il gioco del Piquet; le figure sono bifronti, prive di linea divisoria centrale, e presentano le caratteristiche corone troncate e gli elementi stilistici tipicamente viennesi. L'Asso di Cuori reca il bollo fiscale e la marca dello stampatore "Union"; il Re di Picche mostra una fascia con la scritta "Wien" e "Union"; il Fante di Cuori regge una bandiera con la scritta "Union". Il dorso delle carte presenta una decorazione a motivo nero e rosso.
Questo mazzo costituisce un esempio rappresentativo del Vienna Pattern Type E nella versione arricchita dei primi del Novecento.
I suoi tratti iconografici principali comprendono:
I Re sono incoronati con ampi copricapi troncati al bordo superiore della carta; tre dei Re impugnano uno scettro, mentre il Re di Cuori reca un rotolo di pergamena (spesso scambiato a prima vista per un ventaglio).
Le Regine sono per lo più raffigurate di fronte, ad eccezione del Fante di Fiori, della Regina di Fiori e della Regina di Quadri, mostrati di profilo. Reggono fiori oppure, nel caso della Regina di Fiori, una foglia o un ventaglio.
I Fanti indossano copricapi (quelli di Picche e Quadri presentano un risvolto), e sono armati con diverse armi quali alabarde, lance con gagliardetti recanti il nome del luogo di fabbricazione, oppure bastoni.
Il nome del fabbricante compare tipicamente su una fascia retta dal Re di Picche.
Lo stile è geometrico e simmetrico, interamente bifronte, in linea con la tradizione viennese affermatasi a metà Ottocento. La coloritura è vivace ma precisa, e riflette le raffinate tecniche di incisione su acciaio e di litografia allora consolidate nella produzione austriaca di carte da gioco.
Verso la fine del Settecento, l'Impero asburgico, con il suo centro in Austria, era già divenuto una regione prolifica per la manifattura di carte da gioco. A partire circa dal 1784, figure come Aloys e Johann Norbert Hofmann introdussero a Vienna una produzione su larga scala. Essi diffusero una variante del portrait d'Allemagne (IPCS #62), caratterizzata da figure di corte che occupano gran parte dello spazio della carta e da corone troncate ai bordi.
A metà Ottocento, incisori viennesi quali Josef Sürch, Josef Neumayer e Johann Wenzel Zinke perfezionarono questi disegni dando origine a quelli noti come Vienna patterns. Il "Type A" (IPCS #107) si evolse verso un'iconografia standardizzata, mentre l'impostazione più naturalistica di Zinke (1857) e il successivo lavoro di Sürch negli anni Sessanta dell'Ottocento portarono a una serie aggiornata di modelli complessivamente denominati "Type E." L'incisione su acciaio, introdotta attorno agli anni Cinquanta dell'Ottocento, influenzò notevolmente la nitidezza dei tratti e la ricchezza decorativa di questi mazzi.
Nel 1890, quando questo mazzo fu prodotto a Ganz (da Ferdinand Pittner), la tradizione viennese della carta da gioco era in piena fioritura. I fabbricanti cittadini includevano regolarmente nei propri disegni stemmi, fasce o gagliardetti personali recanti il nome del produttore, una forma precoce di marchio commerciale. L'estetica rimase in voga per oltre un secolo, ulteriormente influenzata nei primi del Novecento dallo Jugendstil (Art Nouveau), pur conservando sempre l'impostazione essenziale delle figure di corte viennesi.
La proliferazione di questi mazzi testimonia il ruolo significativo che le carte da gioco occupavano nello svago sociale, sia negli ambienti aristocratici sia nella nascente borghesia. Vienna, rinomata per la propria produzione culturale in campo musicale, artistico e letterario, divenne anche un centro per la stampa e l'esportazione di carte da gioco finemente incise.
Provenienza: Bollo fiscale sull'Asso di Cuori: questo bollo fu in uso in Austria dal 1920 al 1934. Il testo recita "Österr. Kartenstempel," l'aquila reca tra gli artigli una falce e un martello, e il valore è espresso in Groschen ("g") o in Schilling ("S"). Il valore di 50 Groschen si applica a un mazzo fino a 36 carte, né laccate né lavabili.
Condizioni: Non utilizzato.
Bibliografia: K. Reisinger, Von Lyon nach Wien, Die Entstehung des Wiener Bildes, Wien 2000; Kathleen Wowk, Playing Cards of the World, Lutterworth press, 1983, pp. 58-59; Sylvia Mann, Collecting Playing Cards, Arco, pp. 96-108; Sylvia Mann, All cards on the table, Verlag, 1980, no. 161-163.



