Tarocchi Piemontesi (Masenghini, Bergamo)


















| Macro-category | Playing Cards and Tarot |
| Subcategory | Tarot |
| Provenance | Bergamo |
| Publisher / Maker | Maseghini |
| Year | 1944-45 (1949) |
carte per predire «il passato, il presente e il futuro»
mazzo completo di «tarocchi piemontesi» italiani icps pattern sheet 4
stampato in italia durante la seconda guerra mondiale
nella sua scatola originale
Tarocchi Piemontesi, Bergamo (Italy), Masenghini, 1944-45 (1949).
78 carte da Tarocchi (10,5 x 6,3 cm), immagini cromolitografiche, dorso arricchito da decorazioni geometriche in diverse tonalità di verde, angoli arrotondati.
MAZZO COMPLETO DI TAROCCHI, caratterizzato da semi italiani: Spade (Swords), Bastoni (Batons), Coppe (Cups) e Denari (Coins), con Spade e Bastoni intrecciati secondo la modalità tipica di questi mazzi, figure di corte a doppia testa, con quattro figure—Re, Regina, Cavaliere e “Fante”—e dieci carte numerali per ogni seme, per un totale di 56 carte, oltre a 21 “atout” (carte da trionfo) (atutti in italiano) a doppia testa, numerati da uno a ventuno, e una carta aggiuntiva detta “Il matto”, contrassegnata con il numero 0. Sull’asso di denari compare il nome del fabbricante: Masenghini di R. Lombardini * Bergamo * Ott. 1949. Il verso delle carte è decorato con un motivo geometrico di linee nere intrecciate su fondo rosato. Confezione originale in buone condizioni, Tarocco Piemontese da 78 carte Maseghini di R. Lombardini, etichetta della cartoleria genovese dove il mazzo fu venduto, con la dicitura telate (testura tipo lino) su un lato, e l’immagine del Trionfo numero 16, la Torre, sull’altro, entrambe stampate in rosso
.
Queste carte da tarocchi appartengono al modello identificato come Tarocco Piemontese, PATTERN SHEET 4, ORIGINARIAMENTE CLASSIFICATO COME IT-1.211.
“I fabbricanti di carte piemontesi eliminarono gradualmente l’influenza francese che aveva permeato i Tarocchi del XVIII secolo. Questa influenza persistette fino alla metà del XIX secolo per alcuni fabbricanti, ma il modello qui in esame si affermò molto prima, probabilmente nel primo decennio del secolo. Inizialmente presentava figure singole, con iscrizioni in italiano sugli atout e sulle carte di corte, e introdusse la peculiarità di numerare le carte da trionfo con cifre arabe.
Prima dell’Unità d’Italia, queste carte venivano prodotte e utilizzate nella regione, ma con il declino degli altri tipi di Tarocchi italiani a 78 carte nel XX secolo, il Tarocco Piemontese è rimasto l’unico superstite ed è utilizzato ovunque in Italia sia richiesto un mazzo da 78 carte. Alla fine del XIX secolo fu adottata la caratteristica delle carte di corte e degli atout a doppia testa (vedi le carte illustrate), e questa è la versione in uso fino ai giorni nostri. È noto qualche raro mazzo senza iscrizioni sulle carte di corte.
La composizione del mazzo è di 78 carte. 4 semi composti da 4 carte di corte a figura singola o doppia e 10 carte numerali, più 21 atout a figura singola o doppia e il Matto il quale, insieme alle carte di corte, reca didascalie in italiano o non reca didascalie. Gli atout recano numeri arabi. Formato largo senza bordi di ripiego. Carte distintive: l’Atout II = Papessa; V = Papa; XV, il Diavolo ha un volto disegnato sull’addome; XVIII, il volto sulla Luna è mostrato di profilo; XX, raggi e “lacrime” emanano dalla nuvola; il Matto è chiamato “Il Matto”; il fante di Bastoni ha una fascetta sulla parte superiore del bastone e un’altra più in basso; l’asso di Coppe è rappresentato come un calice usato come vaso da fiori.” (IPCS)
La tipografia Masenghini fu fondata a Bergamo sotto il marchio Pietro Masenghini nel 1876. Operò con il marchio Masenghini di R. Lombardini dal 1944 al 1945 e nuovamente dal 1970 al 1985, cessando definitivamente ogni attività nel 2003 sotto il marchio Masenghini s.n.c.
CONDITION: Carte leggermente imbarcate dall’uso, ma in ottimo stato di conservazione.
PROVENANCE: I. Bollo fiscale “Repubblica Italiana Lire 100”; questi bolli furono utilizzati dal 1949 al 1954. II. Timbro datario Ott 1949 per indicare che il mazzo fu venduto quattro anni dopo la produzione, quando la tipografia Masenghini era già chiusa.
REFERENCE: Stuart Kaplan, The Encyclopedia of Tarot Volume I, U.S. Games Systems, 1978, p. 263; KATHLEEN WOWK, Playing Cards of the World, Lutterworth Press, 1983, pp. 133-136; SYLVIA MANN, Collecting Playing cards, Arco Publications, 1966, pp. 31-34, 52; IPCS Pattern sheet page .
Stuart Kaplan, The Encyclopedia of Tarot Volume I, p. 263
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