Historique et description des procedes du Daguerreotype et du Diorama

















| Macro-category | Rare Books and Manuscripts |
| Subcategory | Science |
| Author | DAGUERRE, Louis-Jacques-Mande |
| Place of printing | Paris |
| Publisher / Maker | Delloye |
| Year | 1839 |
«Printing and the Mind of Man, no. 318b»
l'incunabolo della fotografia, prima edizione, quarta emissione
la prima ricetta completa pubblicata per stampare una fotografia
Daguerre, Louis Jacques Mandé. Historique et description des procédés du daguerréotype et du diorama par Daguerre, peintre, inventeur du Diorama, officier de la Légion d'honneur […]. Paris, Molteni et Fils aîné, et Delloye, libraire, 1839.
8vo (210 × 135 mm), cartonnage ottocentesco in carta marmorizzata, copertina anteriore originale stampata e illustrata conservata e rimontata all'interno, sguardie rinnovate. ff. [2], pp. 79, [1]. Sei tavole litografiche fuori testo su carte separate. Nessun ritratto in antiporta in questa emissione Molteni; il ritratto compare solo nelle emissioni successive.
La divulgazione autorevole del procedimento da parte di Daguerre, che unisce teatro ottico, chimica e patrocinio dello Stato; una rara testimonianza dei primi mesi di diffusione della fotografia.
“No one individual can be called the true inventor of photography, but Daguerre’s technique of fixing photographic images on a metallic surface was the first to capture the public’s curiosity and imagination, bringing photography out of the laboratories of a few researchers into the mass market” (J. Norman).
“The beginnings of photography, a major tool in science” (Horblit).
Divulgazione fondativa a stampa di un procedimento fotografico pienamente operativo, questo è il primo manuale a standardizzare ogni fase, dalla preparazione della lastra alla presentazione. Daguerre specifica il supporto di rame argentato, la iodurazione progressiva della superficie, i parametri di esposizione nelle diverse condizioni di luce, lo sviluppo ai vapori di mercurio, il fissaggio in sale comune e l'incorniciatura protettiva della lastra, il tutto accompagnato da sei tavole didattiche che traducono il procedimento in pratica d'atelier riproducibile. Per affermarne la priorità e l'accesso pubblico, il volume ristampa la legge che pose il procedimento nel pubblico dominio e i rapporti scientifici di Arago e Gay-Lussac, seguiti dalla Notice sur l'héliographie di Niépce, che assicura la genealogia dall'eliografia al dagherrotipo. Quale strumento di innovazione, il libro trasferì la fotografia dall'ambito dell'esperimento privato e dell'ottica teatrale a una tecnologia codificata che costruttori di apparecchi e ottici potevano riprodurre immediatamente, dando avvio alla prima pratica fotografica globale.
L'architettura interna del volume riflette l'intenzione di Daguerre di offrire non una semplice divulgazione tecnica, ma un quadro ufficiale, convalidato scientificamente e istituzionalmente, per il nuovo procedimento fotografico. La sequenza segue l'ordine dell'indice a stampa, guidando il lettore dal riconoscimento legislativo dell'invenzione alle istruzioni operative necessarie alla sua piena riproduzione.
Il testo si apre con la legge del 15 giugno 1839 (p. 1), con la quale lo Stato francese riconobbe formalmente l'invenzione, concesse pensioni a Daguerre e all'erede di Nicéphore Niépce e pose il procedimento nel pubblico dominio. Segue il rapporto di Arago alla Camera dei Deputati del 3 luglio 1839 (p. 9), prima esposizione scientifica autorevole del metodo, che ne sottolinea la riproducibilità e l'utilità civica. Il rapporto di Gay-Lussac alla Camera dei Pari del 30 luglio (p. 31) offre una giustificazione chimica del procedimento, confermandone la legittimità scientifica.
A p. 37 inizia l'Introduction di Daguerre, che prepara il lettore ai capitoli tecnici e delinea il percorso concettuale dagli esperimenti ottici del Diorama alla stabilizzazione di un'immagine fotografica su una superficie d'argento iodata. La sezione seguente, la Notice sur l'héliographie di Niépce (p. 39), è di eccezionale rilievo storiografico: documenta le origini dell'eliografia e assicura la filiazione intellettuale che collega i primi esperimenti di Niépce ai successivi perfezionamenti di Daguerre. Le successive Modifications apportées au procédé de M. Niépce par M. Daguerre (p. 47) espongono nel dettaglio le innovazioni che trasformarono l'eliografia in un procedimento fotografico praticabile: in primo luogo l'adozione di lastre di rame argentato, la iodurazione controllata, la riduzione dei tempi di esposizione e lo sviluppo al mercurio.
Daguerre offre quindi un Résumé (p. 50) e una Notice historique (p. 52), che ripercorrono la progressione sperimentale culminata nella formulazione definitiva del dagherrotipo. Seguono estratti dalle lettere di Niépce a Daguerre (p. 55), che gettano luce sul sodalizio intellettuale alla base dell'invenzione.
Il cuore del manuale inizia a p. 57, dove viene esposto un procedimento completo destinato ad atelier competenti. Le istruzioni coprono la preparazione delle lastre di rame argentato fino alla lucidatura a specchio, la iodurazione controllata per esposizione ai vapori di iodio fino al raggiungimento dello stadio cromatico desiderato dello ioduro d'argento, l'esposizione sotto illuminazione calibrata, lo sviluppo sopra mercurio riscaldato, il fissaggio in bagno salino, il lavaggio e la presentazione finale dell'immagine sotto vetro.
Le sei tavole incise, introdotte a p. 71, fungono da precisi schemi di lavorazione. Raffigurano l'apparecchio fotografico, la cassetta per lo iodio, l'apparato per il mercurio, i portalastre, i sostegni e i componenti connessi, consentendo ad artigiani e ottici di riprodurre l'attrezzatura esattamente come Daguerre intendeva.
Il volume si chiude a p. 75 con una descrizione delle precedenti innovazioni di Daguerre nella pittura e nell'illuminazione per il Diorama. Questa sezione mette in luce la continuità concettuale tra i suoi studi sulle transizioni luminose e sugli effetti prospettici nell'arte scenica e la successiva scoperta dell'immagine fotografica, sottolineando l'interdipendenza tra sperimentazione artistica e innovazione scientifica.
La prima edizione parigina del 1839 circolò, da un'unica composizione tipografica, in quattro emissioni con diverso indirizzo editoriale: Susse Frères, Alphonse Giroux et Cie, Lerebours e Molteni et Fils aîné. Le differenze si limitano agli indirizzi su copertina e frontespizio e alle eventuali pubblicità editoriali, mentre il testo e le sei tavole restano invariati pagina per pagina. La distribuzione sembra iniziare con Susse, seguita a distanza di giorni da Giroux e Lerebours, con Molteni, ottico e fornitore di apparecchi, subentrato poco più tardi, nell'autunno del 1839, per affiancare al proprio stock un manuale a proprio indirizzo destinato alla clientela. Più avanti nel 1839 una seconda ondata di emissioni accresciute introdusse un ritratto e brevi aggiunte pratiche senza alterare la divulgazione essenziale di Daguerre; queste appartengono allo stesso anno ma sono bibliograficamente posteriori alle quattro emissioni iniziali.
Gli interventi di Arago nel 1839 stabilirono il quadro civico e scientifico che trasformò un esperimento privato in una tecnologia pubblica, e il manuale di Daguerre ne costituì la carta operativa. Codificando apparecchiature, chimica e flusso di lavoro, il libro creò un linguaggio tecnico comune per ottici, chimici, artisti e artigiani, rendendo immediatamente possibili insegnamento, dimostrazione e produzione. Il suo impatto fu immediato e di vasta portata: nel giro di pochi mesi sorsero studi dedicati nelle principali città, enti pubblici e scientifici commissionarono vedute e il procedimento entrò nei viaggi, nel commercio e nell'amministrazione. Il manuale catalizzò inoltre l'evoluzione tecnica offrendo il termine di riferimento rispetto al quale misurare i miglioramenti, dall'adozione del tiosolfato come fissante e degli acceleranti al bromo o al cloro fino agli obiettivi più luminosi per il ritratto e alle lastre più sensibili: perfezionamenti che affinarono, senza sostituirlo, il protocollo originale di Daguerre. Sul piano artistico, il testo getta un ponte tra teatro e creazione dell'immagine: le lezioni del Diorama in fatto di messa in scena, luce e contrasto migrarono in un nuovo mezzo che ridefinì la ritrattistica, la documentazione architettonica e topografica e le arti grafiche. Sul piano culturale, inaugurò un modello didattico riproducibile che fece da fondamento ai successivi trattati e traduzioni, affermando la fotografia come campo autonomo di pratica e di sapere.
Louis Jacques Mandé Daguerre (1787–1851), formatosi come pittore di scena, raggiunse la celebrità con il Diorama di Parigi, teatro luminoso immersivo. Dagli anni Venti dell'Ottocento perseguì la fissazione chimica dell'immagine della camera obscura, stringendo nel 1829 un sodalizio con Nicéphore Niépce, la cui morte nel 1833 lasciò a Daguerre il compito di perfezionare lo sviluppo al mercurio su argento iodato e di collaborare con Arago per la divulgazione ufficiale. Il manuale del 1839 costituisce la sua principale opera a stampa e resta la fonte canonica per il suo procedimento. La sua autorevolezza deriva dall'unione dell'esposizione d'autore con i rapporti governativi e accademici in appendice, che insieme definirono lo statuto scientifico e giuridico della fotografia alla sua nascita.
Dominique François Jean (François) Arago (1786–1853), fisico, astronomo e uomo di Stato francese, si formò all'École Polytechnique ed entrò in seguito al Bureau des Longitudes e all'Osservatorio di Parigi. Il suo lavoro geodetico con Jean-Baptiste Biot estese l'arco di meridiano verso le isole Baleari, fondamentale per la base geodetica del sistema metrico. Sperimentatore di primo piano in ottica ed elettromagnetismo, Arago sostenne in modo decisivo la teoria ondulatoria della luce, verificò sperimentalmente la teoria della diffrazione di Fresnel (la macchia di Arago/Poisson) e scoprì le rotazioni magnetiche nei dischi conduttori, prima manifestazione dell'induzione elettromagnetica. Nel 1830 divenne Segretario perpetuo dell'Académie des Sciences e, di fatto, direttore dell'Osservatorio di Parigi; nel 1848 fece parte del Governo provvisorio come ministro della Guerra e della Marina, e fu un autorevole fautore dell'abolizione della schiavitù
Condizioni: Lievi fioriture sparse in tutto il volume; nel complesso un esemplare molto buono di un'emissione rara.
Bibliografia: J. Carter and P. Muir, Printing and the Mind of Man, no. 318b, London: Cambridge University Press, 1967; J. Norman, The H. Norman Library of Science and Medicine, San Francisco: Dorset Press, 1991, no. 569; N. Horblit, One Hundred Books Famous in Science, New York: Grolier Club, 1964, no. 21a; H. Gernsheim, The History of Photography, London: Thames and Hudson, 1969, pp. 70-71; P. Harmant, Daguerre’s Manual, a Bibliographical Enigma, in History of Photography, vol. 1, 1977, pp. 79–83; J. Hannavy, ed., Encyclopedia of Nineteenth-Century Photography, New York:Routledge, 2013, pp. 363-366.
The Haskell F. Norman Library of Science and Medicine, Auction Catalogue, New York, Christie’s, 1998, no. o1004 (first edition, second issue), estimate $6,000–8,000.



