Transparentes: French Satirical Transparency Cards


















| Macro-category | Playing Cards and Tarot |
| Subcategory | Transformation Playing Cards |
| Author | Anonymous |
| Provenance | Paris |
| Publisher / Maker | Typographie Vert aîné, rue François-Miron [IVe arr.] |
| Year | 1860 - 1890 |
il gioco della trasparenza:
satira e galanteria rivelate dalla luce
un raro set francese di diciotto carte a trasparenza colorate a mano,
con scene nascoste svelate solo dalla luce trasmessa
Transparentes. Paris: David, éditeur; Typ. Vert, 4 rue François-Miron [IVe arr.] [s.d., ca. 1860–1890].
18 carte (90 × 58 mm), stampa in rilievo da matrice a tratto con coloritura a mascherino (pochoir), accompagnate da una scatola commerciale in cartoncino stampata a colori, il dorso recante la scritta Transparentes. Un set fantastico a tema, più che un mazzo da gioco con semi, ogni carta recante una didascalia francese composta a caratteri sotto l'immagine, insieme all'indirizzo del tipografo. La sua caratteristica distintiva è una seconda immagine, stampata su uno strato interno del cartoncino composito, invisibile alla luce ordinaria e leggibile solo quando la carta è tenuta controluce davanti a una sorgente intensa, dove svela una scena satirica o licenziosa che risponde, in ironico contrappunto, al titolo decoroso mostrato sul recto.
Il set appartiene al piccolo e storicamente distintivo corpus delle cartes transparentes francesi, la cui ingegnosità riposa su un controllato doppio registro: una scena innocente e titolata alla luce riflessa, che cela un secondo strato figurativo percepibile solo per trasparenza. Il nome commerciale storico del genere sopravvive sul dorso della scatola, con la scritta Transparentes, la denominazione commerciale sotto la quale fu emessa la linea David; la scatola stessa, decorata con una figura di corte firmata con un seme, è il generico contenitore commerciale del tipo e non corrisponde a questa serie priva di semi. A differenza dei mazzi a trasparenza con semi, in cui le immagini nascoste sono innestate su una struttura di gioco ortodossa, questa è una serie tematica di vignette con didascalia, più vicina nello spirito alle cartes à rire e alle carte di trasformazione, dove l'arguzia risiede nel gioco fra il titolo visibile e l'immagine celata.
Alla luce ordinaria il set presenta diciotto carte a figura singola, ciascuna una piccola scena di costume borghese e galante attinta dal repertorio della satira di società ottocentesca, e ciascuna corredata di un arguto titolo a una riga composto a caratteri sotto l'immagine. Le scene principali sono stampate in nero da una matrice a tratto, coerentemente con la stampa in rilievo o tipografica e in accordo con la stessa designazione del tipografo "Typo", e sono prive dei mezzitoni della litografia. La coloritura è applicata à pochoir, in campiture piatte di azzurro pallido, carminio, giallo e verde, il colore spesso debordante oltre il contorno stampato, tratto caratteristico e diagnostico del lavoro a mascherino. I titoli visibili spaziano dal corteggiamento e dal flirt, come in J’aime les roses, dove un pretendente inginocchiato adora un cespuglio di rose, e la passeggiata all'ombra dell'ombrello di Jour de pluie; alla gelosia, al tradimento e agli sguardi indiscreti, come in Trahison e L’indiscret; e al mondo del teatro e della società, in Bal de société, Foyer de la danse e Souper fin, quest'ultima con il suo Pierrot a tavola. Un registro mitologico è ammesso attraverso Actéon, il cacciatore che sorprende Diana al bagno, soggetto la cui carica erotica lo rende particolarmente adatto al genere.
Il programma completo emerge solo attraverso la trasparenza. Tenuta controluce, ogni carta rivela una seconda composizione con una propria didascalia, e la relazione fra le due è costantemente quella di un doppio senso ironico o moraleggiante. Il cacciatore di Actéon diventa Changé en cerf, trasformato in cervo per punizione, a completamento del mito; C’est pittoresque, la donna che alza un cannocchiale, diventa l'ammirata C’est splendide; Ça n’mord pas, una scena di pesca, si tramuta nella suggestiva Ça mord trop. Altre trasparenze, tra cui Pardon, Puni, Carte à payer, Bal masqué e Décadence, forniscono il pendant licenzioso o satirico al recto decoroso. Il fascino dell'oggetto risiede in questo ribaltamento nascosto, in cui la superficie rispettabile è smentita dall'immagine che la luce svela. La scena di chinoiserie sul fronte della scatola, un interno con una figura cinese che sorprende una donna en déshabillé, appartiene alla decorazione commerciale della scatola più che alle carte fantastiche vere e proprie, benché collochi il contenitore entro la moda orientalista del tardo Ottocento.
Le carte a trasparenza costituiscono un capitolo distintivo nella storia dell'immagine popolare francese e del commercio delle carte da gioco. Nacquero in Francia intorno alla metà dell'Ottocento, nel clima culturale dell'epoca Biedermeier e del Secondo Impero, e rimasero in produzione fino alla Belle Époque. I loro soggetti vanno dal romantico e semplicemente allusivo al francamente pornografico, e il repertorio documentato dei motivi è considerevole. A causa di questo contenuto, molte di queste carte circolarono in parte attraverso canali semiclandestini e furono prodotte a basso costo come novità effimere, con la conseguenza che i set completi, e soprattutto i set sopravvissuti nelle scatole originali, sono rari.
Il presente set si intende al meglio non come un mazzo da gioco con semi, bensì come una serie fantastica nello spirito delle cartes à rire e delle carte di trasformazione, la tradizione francese ottocentesca in cui la carta divenne veicolo di caricatura, proverbio e commedia di società; a differenza di quei mazzi di trasformazione, che conservano i quattro semi entro il loro gioco figurativo, il presente set rinuncia del tutto alla struttura di seme e valore. Il formato con didascalia, la coloritura a mascherino e il tratto stampato in rilievo lo collocano tutti entro l'economia delle piccole imageries parigine e dei tipografi da lavoro che rifornivano il mercato popolare. Il commercio francese delle carte dell'epoca aveva due registri distinti: i modelli standard con semi erano dominio dei grandi fabbricanti industriali, primo fra tutti B. P. Grimaud, mentre le carte fantastiche, satiriche e di novità erano emesse da un gruppo più eterogeneo di editori minori e tipografi da lavoro. È a questo secondo ambiente che appartiene il presente set, stampato da Vert per l'editore David.
La sottoscrizione reca due nomi. In testa a ogni carta compare l'editore, con la scritta "David, Éditeur" e la menzione di registrazione "déposé"; lungo il lato corre la riga del tipografo, "Typ. Vert, 4 rue François-Miron", nel quarto arrondissement di Parigi. Vert fu uno dei piccoli tipografi da lavoro parigini, con la sua designazione Typographie impressa sulle carte, che stampava carte da gioco e lavori di novità per editori come David; compare qui come tipografo del set, non come suo editore. Un set che porta insieme un editore nominato e un tipografo nominato è insolito in un genere di norma emesso in forma anonima, e conferisce a queste carte un raro ancoraggio documentario. La sottoscrizione affine "Vert aîné, 8 rue François-Miron", registrata su altri mazzi parigini intorno al 1900, segna uno stato più tardo della stessa ditta.
Questi set formano un ramo specializzato e discreto della più ampia tradizione ottocentesca della trasformazione, in cui l'ingegnosità grafica invita lo spettatore a scoprire una lettura alternativa entro un formato apparentemente convenzionale. Qui la trasformazione dipende non dal solo gioco visivo di parole, ma dalla condizione ottica della luce che attraversa la carta a strati. È ragionevole supporre che questa premessa tecnica abbia plasmato sia la modalità d'uso privata sia la limitata sopravvivenza di tali set, poiché tenere le carte davanti a una candela o a una lampada per attivare le scene nascoste le avrebbe esposte al calore e alla manipolazione, le cui tracce si osservano spesso negli esemplari superstiti. La sproporzione fra la loro probabile diffusione originaria e il piccolo numero di esemplari esistenti è dunque notevole, e la sopravvivenza di una serie coerente con didascalie, recante insieme un editore nominato e un tipografo nominato, è di conseguenza rara.
Condizioni: Le carte sono generalmente brunite, come è normale per il sottile cartoncino ottocentesco. Le scene principali sono solide, il colore a mascherino fresco e l'impronta del tratto nitida. La scatola mostra usura coerente con l'età e la fragilità, con sfregamenti e sporcatura alla carta di rivestimento, usura dei bordi e piccole mancanze agli angoli e lungo il dorso, e qualche scheggiatura alla superficie stampata, mentre il titolo Transparentes e la decorazione principale restano leggibili. Nel complesso, ben conservato.
Bibliografia: T. Denning, Translucent Playing Cards, Birmingham: Denning, 1976; H. R. d’Allemagne, Les Cartes à jouer du XIVe au XXe siècle, Paris: Hachette, 1906; D. Hoffmann, The Playing Card: An Illustrated History, New York: New York Graphic Society, 1973; K. Wowk, Playing Cards of the World: A Collector’s Guide, Guildford: Lutterworth Press, 1983, pp. 66–67; S. Mann, All Cards on the Table, Leinfelden: Jonas, 1990; S. Wintle, Translucent Playing Cards, in The World of Playing Cards, https://www.wopc.co.uk/france/translucent/translucent-playing-cards.



